Cos'è
L’intervento chirurgico consiste nella sostituzione del fegato irreversibilmente malato con un fegato sano prelevato da un donatore. Si tratta di un’operazione relativamente comune, la cui riuscita permette il recupero di una soddisfacente qualità di vita. Esistono tre principali tipologie di trapianto. Nella maggior parte dei casi il fegato viene prelevato da un donatore deceduto, nel caso in cui quest’ultimo abbia espresso preventivamente la volontà di donare o l’assenso arrivi dalla sua famiglia. Più raramente il trapianto è reso possibile dalla disponibilità di un donatore vivente: in questo caso solo una parte del fegato sana viene prelevata e trapiantata nel paziente (l’operazione sfrutta la capacità dell’organo di rigenerarsi fino a raggiungere una funzionalità epatica adeguta). Infine, il trapianto può essere eseguito mediante tecnica Split-Liver: tale metodica consiste nella divisione del fegato in due porzioni funzionalmente autonome e trapiantabili in due donatori diversi, per esempio una in un adulto e l’altra in un bambino. Il centro del Sant’Orsola è stato fra i primi a valutare efficacia e sicurezza di questa tecnica impiegata su due adulti. Una volta stabilita la necessità del trapianto, il paziente viene sottoposto ad una lunga serie di controlli e inserito in una lista d’attesa in base alla sua gravità. La compatibilità tra paziente e donatore dipende dal gruppo sanguigno e dalle dimensioni corporee, che devono essere simili. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e dura diverse ore.

