Percorso 1 = Diagnosi di Tromboembolia Venosa (TEV), terapia della fase acuta, terapia cronica, sospensione della terapia cronica, follow up dei pazienti.
I pazienti con sospetta TEV che giungono nei nostri ambulatori in particolare nell'Ambulatorio Urgenze Vascolari, ( a cui si accede con impegnativa del Medico Curante con urgenza H24)sonon stoopsote a procedure diagnostiche in urgenza mediante gli esami vascolari non invasivi ultrasonografici e di laboratorio coagulativo. In caso di conferma di TEV la terapia è iniziata immediatamente ion ambulatorio, successivamente il paziente è trasferito in Reparto di Degenza o inviato al Pronto Soccorso per ricoveroo preso in carico dal DS Vascolare (se è in grado di deambulare) per gestione ambulatoriale. Si prescrive una calza elastica adeguatamente compressiva (se trombosi agli arti inferiori) e i pazienti sono invitati a camminare.Una volta preso in carico, il paziente sarà valutato per iniziare al più presto la terapia con farmaci anticoagulanti orale diretti o terapia con warfarin Couamdin).Per il monitoraggio della terapia anticoagulante (TAO) i pazienti sono indirizzati al nostro Centro TAO che li guida durante tutta la durata prevista del trattamento (solitamente 3 o 6 mesi se si tratta di un primo episodio trombotico). Quando il periodo previsto di trattamento è stato completato i pazienti sono indirizzati alla visita di sospensione che viene effettuata nell'Ambulatorio dedicato. In occasione di quella visita sono effettuate le indagini necessarie e sulla base della valutazione complessiva delle condizioni dei pazienti viene stabilita la sospensione del trattamento oppure la sua prosecuzione. In caso di sospensione vengono dati gli appuntamenti per le successive visite ed accertamenti.
Percorso 2 = Diagnosi di Arteriopatia Obliterante Cronica degli arti inferiori, valutazione dei risultati e delle complicanze a breve termine, monitoraggio dei risultati a lungo termine.
I pazienti arteriopatici giunti alla nostra U.O. per visita e/o esami strumentali possono essere indirizzati Ai fini diagnostici di valutazione dei fattori di rischio cardiovascolare e di trattamento farmacologico. In caso di possibilità di rivascolarizzazione, il paziente sarà indirizzato agli ambulatori della Chirurgia Vascolare. In caso di ischemia critica non rivascolarizzabile, con dolore a riposo o lesioni trofiche , il paziente sarà preso in carico nel nostro Day Service Vascolare per eventuali terapia infusionali con prostanoidi e follow-up.
Percorso 3 = Diagnosi e trattamento del Forame Ovale Pervio in pazienti giovani con vasculopatia cerebrale acuta criptogenetica
La persistenza di un forame ovale pervio, che determina e una patologica diretta comunicazione tra l'atrio cardiaco Dx e quello di Sn, è un'alterazione congenita relativamente molto frequente nella popolazione generale e generalmente benigna . In rari casi soprattutto nei giovani, è stata considerata come una condizione favorente la comparsa di eventi ischemici cerebrali. Tutti i soggetti che accedono alla nostra U.O. per la comparsa in età giovanile di eventi ischemici cerebrali, che non hanno trovato alcuna spiegazione in una delle cause più frequenti, vengono esaminati per la possibile presenza di un forame ovale pervio. Il primo accertamento diagnostico consiste nel realizzare un'indagine non invasiva (Eco-Doppler Transcranico con bolle) che consente di escludere o confermare con grande accuratezza la presenza di un forame ovale pervio e di valutarne la possibile importanza clinica. I soggetti con dimostrazione di presenza di un forame ovale pervio clinicamente rilevante vengono indirizzati all'ambulatorio della U.O. di Cardiologia Pediatrica e delle Alterazioni Congenite (diretta dal Dr. A Donti) della nostra Azienda al fine di completare le indagini (anche invasive come l'Ecocardiografia Transesofagea) e concludere circa l'opportunità o meno di procedere alla chiusura del forame con procedura endovascolare che viene realizzata nella suddetta U.O. I pazienti vengono poi periodicamente seguiti negli ambulatori di entrambe le U.O., sia che siano stati trattati con chiusura del forame o con sola terapia antitrombotica cronica, per monitorare i risultati clinici a distanza.