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Donare il corpo alla scienza, in Emilia-Romagna raccolte 63 adesioni nel 2026 dopo l’avvio della campagna di comunicazione promossa dalla Regione

In corsia

19 Ottobre 2026

donare il corpo alla scienza

Il presidente de Pascale e l’assessore Fabi: “Un gesto di grande valore etico, basato su una scelta informata, consapevole e rispettosa. Una scelta preziosa per la ricerca, la medicina e il bene collettivo”L’Emilia-Romagna è capofila a livello nazionale della campagna “Da parte mia”, punto di riferimento per chi desidera informarsi sulla possibilità di donare post mortem il corpo e i tessuti a fini di studio, formazione e ricerca scientifica

Sessantatré manifestazioni di volontà alla donazione del corpo post mortem registrate nel 2026 dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna.

Un risultato che è anche frutto del percorso di sensibilizzazione promosso dalla campagna nazionale “Da parte mia”, di cui l’Emilia-Romagna è capofila per tutte le Regioni. Avviata a maggio scorso e diffusa su tutto il territorio italiano, la campagna punta a far conoscere una possibilità ancora poco diffusa, aiutando i cittadini a compiere una scelta consapevole e informata. Una scelta che permette di contribuire al progresso della medicina, alla formazione dei futuri professionisti sanitari e allo sviluppo di nuove possibilità di cura.

“Mio padre è stato un docente. Fu egregiamente curato e guarito dalla medicina bolognese. Si sentiva in debito di riconoscenza e ha deciso di ringraziare donando, dopo la morte, il suo corpo ai futuri medici. Avrebbe così continuato a insegnare, solo che questa volta la sua ultima lezione era esclusivamente per la scienza”.

É un estratto della testimonianza di Donatella Amoruso, figlia del primo donatore accolto dal Centro di Anatomia dell’Università di Bologna, e protagonista del primo di quattro reel dedicati alla campagna ‘Da parte mia’.

I video, disponibili a questo link, saranno pubblicati da oggi e nei prossimi tre lunedì sui profili social della Regione, e vedono come protagonisti Lucia Manzoli, professoressa ordinaria di Anatomia e responsabile del Centro di Anatomia dell’Università di Bologna, Stefano Ratti professore ordinario di Anatomia, referente per la ricerca scientifica e innovazione del Centro di Anatomia dell’Università di Bologna e Lorenzo Monteduro, medico in formazione specialistica in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e tutor di Anatomia dell’Università di Bologna.

“La donazione del corpo alla scienza è un gesto di straordinaria generosità, che trasforma una scelta personale in un’opportunità per l’intera collettività- dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi-. Il messaggio della nostra campagna invita a guardare alla donazione oltre il significato della fine, riconoscendone il valore generativo. Mettere il proprio corpo a disposizione della ricerca e della formazione significa contribuire concretamente alla crescita della conoscenza medica e alla preparazione dei professionisti e delle professioniste che si prenderanno cura delle persone domani. I primi dati raccolti in Emilia-Romagna sono un segnale positivo, che ci incoraggia a proseguire nel lavoro di informazione e sensibilizzazione. Siamo particolarmente orgogliosi- aggiungono presidente e assessore- che la nostra Regione sia capofila di una campagna nazionale di tale importanza e valore; a maggior ragione abbiamo la responsabilità di rendere questa possibilità conosciuta, accessibile e comprensibile, affinché ogni cittadino possa scegliere liberamente, con piena consapevolezza”.

Sono dunque 63, al momento, le Disposizioni post mortem (Dpm) registrate nel 2026: a guidare il dato regionale è l’Ausl Bologna, con 30 Dpm, Reggio Emilia 11, Romagna 7, Modena 5, Imola 4, Parma e Ferrara 3 ciascuna. Presso l’Ausl di Piacenza non sono state ancora depositate Disposizioni post mortem, ma è pervenuta una richiesta di informazioni. Anche presso il Centro di Bologna dall’inizio dell’anno ad oggi risultano pervenute 70 richieste di informazioni, di cui 51 dall’Emilia-Romagna e 19 fuori regione: numeri che restituiscono un primo interesse informativo, premessa importante per consolidare una cultura della donazione.

Il punto di riferimento per chi desidera informarsi e compiere una scelta consapevole è il sito ufficiale www.dapartemia.it. Il portale offre un’esperienza chiara e accessibile: video-infografiche esplicative, approfondimenti sul percorso, oltre al kit per scaricare i materiali utili alla diffusione della cultura della donazione.

Come funziona la donazione del corpo alla scienza

La donazione è disciplinata dalla legge 10 febbraio 2020, n. 10 che stabilisce le modalità per esprimere in vita il proprio consenso e le condizioni per l’utilizzo del corpo e dei tessuti post mortem. Per manifestare la propria volontà è necessario predisporre una dichiarazione nelle forme previste dalla legge e individuare una persona di fiducia, il fiduciario, incaricata di comunicare al medico che accerta il decesso l’esistenza della volontà del donatore. La dichiarazione, che si può scaricare sul sito, deve essere consegnata all'Azienda sanitaria di appartenenza che provvede a trasmetterne telematicamente i contenuti informativi alla banca dati nazionale, nella distinta sezione deputata alla raccolta delle disposizioni post mortem. Nella dichiarazione il disponente deve indicare una persona di sua fiducia (fiduciario), cui spetta l'onere di comunicare l'esistenza del consenso specifico al medico che accerta il decesso; nella stessa dichiarazione, il disponente può indicare un sostituto del fiduciario che ne svolge il ruolo in caso di morte o di sopravvenuta incapacità del fiduciario, se avvenute prima della morte del disponente o nel caso di oggettiva impossibilità per il fiduciario di svolgere tempestivamente i compiti previsti dalla legge.

Il fiduciario e il suo eventuale sostituto devono essere persone maggiorenni e capaci di intendere e di volere. L'accettazione della nomina da parte del fiduciario e del sostituto avviene attraverso la sottoscrizione della dichiarazione di consenso. Cosa accade dopo? Dopo il decesso, la persona che è stata nominata come fiduciario (o il suo sostituto) comunicherà al medico, che accerta il decesso, l’esistenza del consenso alla donazione del corpo.

Per comunicare l’esistenza del consenso alla donazione, il medico contatta il Centro di riferimento competente per territorio che, in Emilia-Romagna, è il Centro di Anatomia Clinica e Chirurgica Sperimentale e Molecolare dell’Università di Bologna, riconosciuto dal ministero della Salute. La Ausl del luogo in cui è avvenuto il decesso invia al Centro di riferimento la documentazione necessaria per valutare l’idoneità alla donazione.

La donazione del corpo a fini di studio e ricerca dura 12 mesi e, al termine di questo periodo, il corpo viene restituito alla famiglia. Il Centro di riferimento si fa carico delle spese di trasporto, nonché dei costi relativi alla tumulazione o eventuale cremazione, nel rispetto della volontà del deceduto.  

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