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Cos'è

L’estensione della chirurgia vulvare viene modulata sulla base dell’estensione della patologia da trattare: piccole lesioni possono essere sottoposte a un intervento di nodulectomia o vulvectomia parziale mentre lesioni ampie e infiltranti possono richiedere l’asportazione della maggior parte della vulva (vulvectomia totale). In alcuni casi per migliorare il risultato funzionale ed estetico di questi interventi vengono associate delle ricostruzioni con tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva (con il confezionamento di lembi cutanei). Se l’indicazione all’intervento è un tumore infiltrante della vulva alla chirurgia vulvare verrà associata l’asportazione dei linfonodi inguinali (linfonodo sentinella o linfoadenectomia inguinale). 
 

A cosa serve

La chirurgia vulvare viene eseguita principalmente per trattare il cancro della vulva, ma in alcuni casi può essere eseguita per rimuovere lesioni precancerose che coinvolgono la vulva. 

Dopo il trattamento

L’intervento, se possibile, si esegue in anestesia loco regionale. La durata della degenza è di circa 2-3 giorni. In alcuni casi è indicato mantenere il catetere vescicale per alcuni giorni dopo la dimissione per permettere alla ferita chirurgica di cicatrizzare meglio. In questo caso la paziente verrà istruita dal personale infermieristico su come cambiare il sacchetto del catetere. Alcune pazienti sottoposte ad asportazione dei linfonodi inguinali presentano gonfiore e dolore a livello inguinale nel post-operatorio, questo fenomeno è legato alla formazione di accumuli di linfa che generalmente si risolve spontaneamente in alcune settimane. In caso di mancata risoluzione può essere indicata l’agoaspirazione eco guidata o il posizionamento temporaneo di un drenaggio

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