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Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

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Acuità visiva

L’acuità (o acutezza) visiva è l’abilità dell’occhio di percepire e definire in maniera nitida i dettagli. Viene misurata attraverso gli ottotipi, ossia i pannelli di lettere e/o simboli di grandezza decrescente che si trovano in tutti gli studi oculistici. Le unità di misura di questa abilità sono diverse: solitamente in Italia viene usata la scala Monoyer, che assegna il valore 10/10 ad un’acuità visiva normale. Durante l’esame, l’oculista chiede al paziente di leggere gli ottotipi in ordine decrescente, alternando la visione "al naturale" all’ausilio di lenti di diverse gradazione in modo da stabilire l’esatto grado di acuità visiva.

TC Addome con mezzo di contrasto

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne (in questo caso dell’addome) sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno,. un macchinario di scansione aperto sia davanti che dietro, e per via endovenosa viene somministrato al paziente un mezzo di contrasto iodato. Tale tecnologia è in grado di scansionare le strutture addominali interne del paziente e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

TC Addome con o senza mezzo di contrasto

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne (in questo caso dell’addome) sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. In alcuni casi può essere utilizzato un mezzo di contrasto, che di solito viene somministrato per via endovenosa. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno. un macchinario aperto sia davanti che dietro. Tale tecnologia è in grado di scansionare le strutture addominali interne del paziente e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

TC Addome senza mezzo di contrasto

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne (in questo caso dell’addome) sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno. un macchinario aperto sia davanti che dietro. Tale tecnologia è in grado di scansionare le strutture addominali interne del paziente e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

Agoaspirato eco-guidato tiroide/paratiroide/linfoadonepatie del collo

Si tratta di una procedura ambulatoriale di prelievo di piccole quantità di materiale da un tessuto che viene eseguita sotto guida ecografica. L’esame prevede per l’appunto il prelievo di alcune cellule di un nodulo tiroideo o di un linfonodo. Si utilizza un ago molto sottile e il materiale così prelevato viene quindi inviato in laboratorio per l’analisi citologica.

Agoaspirato tiroideo

L’agoaspirato tiroideo è una procedura ambulatoriale che consente nel prelievo di alcune cellule da un nodulo tiroideo. Il prelievo prevede l’utilizzo di una siringa dotata di un ago molto sottile, che viene introdotto nel collo del paziente sotto guida ecografica. La procedura è semplice e indolore, anche se la puntura può provocare un leggero fastidio (come una normale iniezione). Una volta che il paziente è posizionato correttamente sul lettino, il medico disinfetta la zona del collo interessata e posiziona una sonda ecografica. Tale sonda, che è collegata ad un monitor presente in sala, consente di visualizzare gli organi e le strutture interne del collo, e quindi permette di guidare l’ago fino al nodulo tiroidoeo. Nel complesso l’agoaspirato richiede tra i 15 e i 20 minuti: una volta prelevata la quantità di materiale sufficiente, infatti, la siringa può essere estratta e il campione viene inviato in laboratorio per essere analizzato al microscopio.

Alcolizzazione percutanea epatica (PEI)

L’alcolizzazione percutanea epatica consiste in ripetute iniezioni di alcol puro (95%) all’interno di noduli del fegato, con il preciso obiettivo di portare alla necrosi (morte) di queste formazioni. La procedura dura dai 10 ai 20 minuti ad iniezione e prevede l’introduzione di un ago sotto guida ecografica. Per le lesioni di piccolo diametro il trattamento viene realizzato in più sessioni e in regime di Day Hospital (ad esempio una o due volte la settimana). Per le formazioni più grandi, invece, si ricorre in genere alla tecnica “one-shot”, che consiste in una sola iniezione praticata in regime di ricovero ordinario e sotto effetto di anestesia. Anche se si tratta di una manovra di facile esecuzione e in genere ben tollerata, il paziente può avvertire dolore durante l’iniezione dell’alcool. Il fastidio è comunque transitorio e viene alleviato con la somministrazione di un farmaco antidolorifico.

Analisi dell’assorbimento intestinale

La procedura consiste nello studio dell’assorbimento intestinale dei lipidi e nella valutazione delle perdite intestinali di elettroliti e relativo calcolo della determinazione del gap osmolare fecale. Concretamente queste valutazioni richiedono la rilevazione dei consumi alimentari per cinque giorni consecutivi (tramite un diario alimentare auto compilato dal paziente) e la raccolta di tutte le feci evacuate negli ultimi 2 o 3 giorni di tenuta del diario alimentare. I contenitori per la raccolta delle feci vengono consegnati dal Centro, mentre per la conservazione e il trasporto dei contenitori è possibile utilizzare una borsa termica. Tale procedura può essere eseguita sia durante la degenza del paziente che in regime ambulatoriale: in quest’ultimo caso il paziente è tenuto a consegnare i contenitori con il materiale fecale raccolto a domicilio e il diario alimentare adeguatamente compilato al termine del quinto giorno. I campioni e le informazioni così raccolte vengono quindi analizzate in laboratorio dagli specialisti del Centro.

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