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Cisto uretrografia minzionale

La Cisto Uretrografia Minzionale è un’indagine radiologica che permette di studiare l’apparato urinario e che si basa sul riempimento della vescica con un mezzo di contrasto. Per prima cosa il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina (a pancia in su). Attraverso l’uretra viene inserito un catetere, un sottile tubicino sterile che ha il compito di introdurre il mezzo di contrasto all’interno della vescica. A riempimento completato il radiologo provvede ad eseguire radiografie in diverse posizioni (nello studio dell’incontinenza urinaria femminile anche in posizione eretta). Infine, l’esame viene completato con la rimozione del catetere e lo studio della fase minzionale. L’esame non prevede il ricorso all’anestesia e non è doloroso (anche se il posizionamento del catetere può risultare lievemente fastidioso). Per i bambini particolarmente sensibili e non collaboranti, tuttavia, possono essere applicate delle apposite attrezzature di immobilizzazione, in modo da permettere lo svolgimento della cisto uretrografia in assoluta sicurezza.

Cistografia

La cistografia è un’indagine radiologica che consente di studiare le condizioni e la funzionalità della vescica e dell’uretra (il canale deputato all’espulsione dell’urina). L’esame prevede l’utilizzo di un mezzo di contrasto organo-iodato, che viene rilasciato all’interno dell’apparato urinario per mezzo di un catetere inserito attraverso l’uretra. Una volta completata questa operazione vengono eseguite alcune radiografie in diverse posizioni. A seconda dell’indicazione clinica, la cistografia può essere completata con lo studio della fase minzionale dopo la rimozione del catetere. Al termine dell’indagine viene eseguito un ultimo radiogramma per documentare lo svuotamento della vescica.

Cistoscopia

La cistoscopia è l’esame endoscopico che permette di osservare direttamente l’interno della vescica. È uno degli accertamenti fondamentali nella diagnosi del tumore vescicale. Viene eseguita in ambulatorio con uno strumento chiamato cistoscopio, sottile e dotato di una telecamera. Il cistoscopio viene introdotto attraverso l’uretra fino alla vescica. 

Colangio RM

Si tratta di un esame diagnostico che sfrutta la tecnologica della risonanza magnetica per studiare nel dettaglio le condizioni delle vie biliari e del dotto pancreatico principale. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene aiutato a distendersi correttamente sul lettino (solitamente a pancia in su e con le braccia alzate al di sopra del capo) per poi essere introdotto all’interno del macchinario. Per rendere ancora più dettagliate le immagini, è prevista la somministrazione di un apposito mezzo di contrasto, da ingerire per via orale qualche minuto prima dell’inizio dell'esame. L’indagine, come tutte le altre tecniche di risonanza magnetica, impiega campi magnetici e onde radio e può durare dai 20 ai 35 minuti. Per la buona riuscita dell’esame il paziente deve rimanere immobile durante l’acquisizione delle immagini. Le donne gravide non possono sottoporsi all’esame.

Colangiografia percutanea transepatica (PTC)

La colangiografia percutanea transepatica è un esame che permette di visualizzare l’anatomia delle vie biliari. Di solito viene eseguita in sala angiografica e consiste nell’iniezione di un mezzo di contrasto iodato attraverso un piccolo ago inserito nella parete addominale. Dopo aver fatto distendere il paziente sul lettino radiologico a pancia in su e dopo aver praticato l’anestesia locale, infatti, il mezzo di contrasto viene introdotto nelle vie biliari. A questo punto può essere eseguita una colangiografia, esame che consente di visualizzare l’albero biliare e che aiuta a formulare una diagnosi corretta di un’eventuale patologia.

TC collo

La TC o Tac (sigla che comunemente indica la Tomografia assiale computerizzata) è un esame radiologico che permette di acquisire un’immagine tridimensionale delle strutture corporee. In questo caso, in particolare, l’esame viene utilizzato per visualizzare e controllare gli organi interni al collo, come i vasi sanguigni, la laringe, la faringe, la tiroide e le paratiroidi. Per fare ciò il paziente viene inserito in un apposito macchinario, che è in grado di proiettare sul collo diversi fasci di raggi X e di elaborare le informazioni così raccolte in immagini tridimensionali dei vari tessuti. La procedura è semplice e dura in media tra i 15 e i 20 minuti. Per prima cosa il paziente viene invitato a distendersi a pancia in su sul lettino, con il capo appoggiato sul poggiatesta. Una volta adottata la posizione corretta, si può dare avvio all’esame vero e proprio: il lettino scorre all’interno del macchinario, dove inizia l’acquisizione delle immagini attraverso i raggi X. Le immagini vengono elaborate dal computer e possono essere consultate dallo staff medico in tempo reale. Per la corretta riuscita dell’esame, è importante che il paziente limiti al massimo i movimenti, rimanendo il più immobile possibile. Spesso viene anche somministrato un mezzo di contrasto per distinguere meglio le varie strutture del collo

Colonscopia

La colonscopia (o retto-colonscopia) è un esame strumentale che consente di osservare la superficie delle pareti interne del colon e del retto. Viene realizzata attraverso il colonscopio, una sottile sonda flessibile dotata di telecamera (in grado di trasmettere le immagini in tempo reale ad un monitor) e di un canalino interno (utilizzabile, se necessario, per l’inserimento di pinze e strumenti utili per eventuali procedure operative, come la polipectomia). Tale dispositivo viene inserito per via anale e fatto risalire a ritroso per esplorare l’intestino crasso. Se necessario e comunque quando possibile, l’esame può essere esteso anche all’ultima parte del piccolo intestino: in questo caso si parla di colonscopia con ileoscopia retrograda. L’esame dura circa 15-20 minuti, salvo esigenze ulteriori. Il paziente viene invitato a sdraiarsi sul fianco raccogliendo le ginocchia al petto, dopodiché il medico procede con l’esplorazione digitale dell’ano per lubrificare e escludere la presenza di ostacoli. Una volta completati questi passaggi, il colonscopio viene inserito per via anale pompando una piccola quantità d’aria all’interno dell’intestino. Se necessario nel corso dell’esame possono essere prelevati frammenti di tessuto per una successiva analisi in laboratorio. L’aria viene immessa per distendere le pareti del colon e permettere quindi un’esplorazione più efficace dell’intestino, ma può determinare un senso di gonfiore addominale e rendere l’esame sgradevole per il paziente. Anche il superamento di alcune curve intestinali può determinare un momentaneo dolore. È importante che il paziente riferisca costantemente le sue sensazioni in modo da completare l’esame nella massima sicurezza. L’eventuale sedazione cosciente viene eseguita a discrezione del medico, in casi altamente selezionati.

Colposcopia

La colposcopia è un esame che permette di osservare il collo dell’utero tramite un apposito strumento ottico, il colposcopio. Si tratta di un test di screening, ossia di una procedura che si effettua “a tappeto”, anche su donne che non manifestano sintomi particolari, per la prevenzione del tumore della cervice uterina. Durante l’esame la paziente è invitata a assumere la posizione ginecologica (sdraiata a pancia in su e con le gambe appoggiata alle apposite staffe), in modo da rilassare le pareti addominali e rendere più agevole la dilatazione della vagina attraverso lo speculum. A volte i medici applicano sulla cervice alcuni liquidi (acido acetico o soluzioni iodate) per evidenziare eventuali anomalie cellulari. L’osservazione, poi, viene svolta tramite il colposcopio, uno speciale microscopio dotato di torcia che per tutta la durata del test rimane all’esterno della vagina. In alcuni casi, inoltre, nel corso dell’esame possono essere eseguiti prelievi citologici o biopsie mirate. In genere la procedura richiede una ventina di minuti e non è dolorosa. Ciononostante, è possibile avvertire formicolio o bruciore in seguito all’applicazione dei liquidi sulla cervice uterina.

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