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Cos'è

Il tumore della prostata è una neoplasia che origina dalle cellule della ghiandola prostatica, anatomicamente situata al di sotto della vescica nell'uomo ed il cui secreto partecipa alla produzione del liquido seminale. In Europa, è il tumore più frequente nella popolazione maschile dopo i 50 anni di età. Nella maggior parte dei casi si tratta di un tumore a crescita lenta, che può rimanere silente per molti anni. 

Come si manifesta

Nelle fasi iniziali il tumore prostatico è spesso asintomatico. Nelle fasi avanzate, i sintomi locali sono abbastanza aspecifici e possono simulare condizioni benigne (come Iperplasia Prostatica Benigna) comprendendo: flusso urinario debole e discomfort urinario, presenza di sangue nelle urine o nel liquido seminale, dolore durante la minzione o eiaculazione. Le metastasi scheletriche possono invece cause dolore osseo o sintomi da compressione spinale.  

Origine

Le cause precise non sono completamente note, ma sono stati identificati fattori di rischio ereditari:  

  • Etnia (africani hanno prognosi peggiore e maggior incidenza);
  • mutazioni genetiche come BRCA 2 e HOXB13 (ereditarietà);
  • Familiari di stretto grado come padre o fratelli (familiarità).

Altri fattori sono invece non-ereditari:  

  • Età: il rischio aumenta significativamente dopo i 50 anni;
  • Sindrome metabolica, obesità, e diabete, così come una dieta ricca di grassi animali e la sedentarietà, posso determinare un rischio aumentato di malattia.

Come si accerta

La diagnosi, a cura del medico specialista urologo, si fonda sull’integrazione di diversi esami.

In primis, un prelievo ematico con dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico). Nonostante attualmente, in Italia, non esistano campagne di screening di popolazione strutturate (come accade per esempio il Tumore della Mammella), il PSA deve essere eseguito a partire dai 50 anni d’età;  da anticipare a 45 in caso di familiarità o origine africana, oppure dai 40 anni in caso di accertata mutazione BRCA 2 (in famiglia o nel paziente).

L’esplorazione rettale, va sempre eseguita in fase di diagnosi e permette al medico di valutare dimensioni, consistenza della prostata e la presenza di noduli sospetti per tumore.  

Nei casi dove le precedenti indagini risultino sospette, è fondamentale eseguire una Risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI) che mediante specifiche sequenze morfologiche, funzionali e di perfusione, fornisce informazioni dettagliate sulla probabilità di neoplasia prostatica (sistema di refertazione PIRADS) e sull’eventuale estensione extra-prostatica della malattia. Rappresenta inoltre un’indagine fondamentale per pianificare un eventuale trattamento successivo.  

La biopsia prostatica transperineale, infine, confermerà la presenza di tumore alla prostata mediante prelievo di piccoli campioni di tessuto che saranno poi esaminati microscopicamente presso l’Anatomia Patologica, fornendo indicazioni sulle caratteristiche istologiche e sulla aggressività della neoplasia (classificazione ISUP). Tale procedura si esegue in regime ambulatoriale con anestesia locale.  

Per i casi in cui è indicato un successivo trattamento, è fondamentale procedere ad una stadiazione sistemica mediante PET-PSMA (o anche TAC addome + Scintigrafia ossea nella malattia a rischio intermedio). La PET-PSMA è una metodica di medicina nucleare, che prevede iniezione di un tracciante selettivo il quale si legherà a specifiche cellule di origine prostatica, evidenziando eventuali localizzazioni della malattia al di fuori della prostata stessa. La stadiazione può essere omessa in caso di grado di rischio basso o intermedio-favorevole.

Trattamenti

La scelta terapeutica dipende dallo stadio della malattia, dall'aggressività del tumore, dall'età e dalle condizioni generali del paziente. Le principali opzioni sono:

  • Sorveglianza attiva – per tumori a basso rischio o intermedio-favorevole, consiste in controlli con cadenza ravvicinata senza trattamento immediato;
  • Trattamenti focali (HIFU o TPLA) solo in casi selezionati all’interno di clinical trial;  
  • Prostatectomia radicale robotica (RARP) prevede l’asportazione completa della prostata e delle vescicole seminali associata o meno a linfadenectomia, indicata per tumori localizzati;
  • Radioterapia con radiazioni esterne o mediante impianto di semi radioattivi (brachiterapia);
  • Terapia ormonale e chemioterapia riservati generalmente a forme Metastatiche.

Il percorso terapeutico viene sempre discusso e personalizzato insieme all'équipe medica, tenendo conto delle preferenze del paziente

 

 

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