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Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

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Microdisectomia per l’ernia del disco

Questo intervento consiste nella rimozione dell’ernia del disco. Attraverso un’incisione di alcuni centimetri, infatti, il materiale del disco vertebrale fuoriuscito viene prontamente asportato nel tentativo di ridurre il dolore e ripristinare le funzioni dei nervi disturbati dalla patologia. L’intera procedura avviene in anestesia locale.

MicroTESE

La microTESE è una tecnica chirurgica mirata al recupero di un parte degli spermatozoi prodotti, che viene eseguita nei casi di grave infertilità. La procedura ha inizio con un’incisione del testicolo, abbastanza grande da poter esplorare un’ampia porzione del tessuto. Il passaggio successivo prevede l’utilizzo di un microscopio, utile ad identificare i tubuli (sottili canali deputati al trasporto dello sperma) di dimensioni maggiori, nei quali è più alta la probabilità di recuperare spermatozoi. Il tessuto prelevato viene processato da un biologo in modo da individuare i gameti maschili. Una volta trovati, gli spermatozoi vengono quindi isolati e conservati per una procedura di fecondazione assistita.

Miomectomia

La miomectomia è un’operazione chirurgica che consiste nella rimozione dei fibromi uterini. In base alla sede, al numero e alle caratteristiche di tali tumori i medici scelgono se eseguire tale procedura in laparotomia, in laparoscopia o in isteroscopia. Nel primo caso (miomectomia addominale, tradizionale o “a cielo aperto”) l’operazione prevede l’apertura dell’addome attraverso un’incisione di diversi centimetri sulla pancia, mentre nel secondo gli strumenti vengono inseriti mediante piccole incisioni cutanee e l’intervento viene portato a termine grazie all’impiego di un apparecchio dotato di luce e telecamera (il laparoscopio) . La miomectomia laparotomica è maggiormente invasiva, ed è indicata soprattutto in caso di fibromi di grosse dimensioni, mentre la procedura laparoscopica è preferibile in presenza di tumori grossi non più di 5-6 centimetri. La terza opzione, ossia l’intervento in isteroscopia, si esegue introducendo per via vaginale il rettoscopio, dispositivo in grado di produrre scariche elettriche. Attraverso tale scariche il chirurgo può eliminare il tessuto dei fibromi di tipo sottomucoso. In tutti e tre i casi l’operazione viene eseguita in anestesia generale e dura alcune ore.

Mitraclip

Si tratta di un intervento di riparazione della valvola mitralica, la struttura che regola il passaggio del sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro del cuore. L’operazione avviene per via percutanea: un catetere guida viene infatti inserito nella vena femorale, guidato delicatamente fino all’atrio destro del cuore e, da qui, alla valvola mitrale. Attraverso il catetere una “clip” (una sorta di minuscola graffetta) viene impiantata per riavvicinare i lembi della valvola mitrale.

Nefrectomia

La nefrectomia è l’intervento chirurgico che prevede l’asportazione parziale o completa del rene, effettuata quando la conservazione del parenchima non è possibile o non garantirebbe un adeguato controllo clinico. L’obiettivo rimane sempre la nefrectomia parziale, cioè la rimozione del solo segmento patologico con preservazione del tessuto sano. Tuttavia, in presenza di tumori voluminosi, lesioni centrali, anatomie sfavorevoli o condizioni funzionali compromesse, si rende necessario procedere con l’asportazione completa dell’organo.La nefrectomia non è indicata esclusivamente in ambito oncologico. Esistono infatti diverse condizioni benigne che possono richiedere la rimozione del rene: un rene escluso non più funzionante e responsabile di infezioni ricorrenti o dolore, oppure una malattia policistica avanzata che determina ingombro addominale, infezioni, sanguinamenti o compromissione della qualità di vita. In questi casi l’asportazione del rene malato ha finalità funzionali e sintomatiche, non oncologiche.L’intervento può essere eseguito tramite approccio open, laparoscopico o robotico. Nella chirurgia open il rene viene raggiunto attraverso un’incisione ampia che consente una dissezione diretta delle strutture. È una tecnica utile nei casi complessi, soprattutto quando la massa è voluminosa o vi sono aderenze significative. La laparoscopia utilizza invece piccole incisioni attraverso cui vengono introdotti gli strumenti e l’ottica, riducendo il trauma chirurgico e favorendo una ripresa più rapida. La chirurgia robotica rappresenta l’evoluzione della laparoscopia: i bracci robotici, controllati dal chirurgo, permettono movimenti estremamente precisi e una visione tridimensionale del campo operatorio, particolarmente utile nelle dissezioni delicate.In alcune circostanze, quando indicato dal punto di vista oncologico — ad esempio nei tumori del polo superiore o quando vi è sospetto di coinvolgimento diretto — l’intervento può includere anche l’asportazione della ghiandola surrenale omolaterale. 

Nefrectomia parziale robot‑assistita (RAPN)

La nefrectomia parziale robot‑assistita, eseguita in anestesia generale, permette di rimuovere solo la parte di rene malata preservando il tessuto sano. L’intervento avviene tramite piccole incisioni addominali, attraverso cui vengono inseriti gli strumenti robotici e la telecamera ad alta definizione. Il chirurgo controlla gli strumenti da una console, ottenendo movimenti estremamente precisi.I principali vantaggi sono minore perdita di sangue, meno dolore postoperatorio e recupero più rapido rispetto alla chirurgia aperta.Nel nostro centro utilizziamo due piattaforme robotiche:Da Vinci Xi - sistema avanzato con visione 3D e bracci robotici ad alta precisione.Hugo RAS - piattaforma modulare e flessibile, adattabile alle esigenze del singolo intervento. Vie di accesso chirurgicoLe vie chirurgiche di approccio possono essere transperitoneale o retroperitoneale, scelte in base alla posizione del tumore e alle comorbidità del paziente, così da garantire il percorso più sicuro ed efficace.Possibili conversioni intraoperatorieCome per tutti gli interventi mini‑invasivi, esiste la possibilità di conversione a chirurgia a cielo aperto qualora le condizioni anatomiche o di sicurezza lo richiedano. Allo stesso modo, ogni chirurgia conservativa può essere convertita in nefrectomia radicale, con rimozione completa del rene, se le condizioni di sicurezza oncologica o di sicurezza intraoperatoria non consentono di proseguire l’intervento in modalità parziale. 

Nefrolitotrissia Percutanea (PCNL)

La nefrolitotrissia percutanea è una particolare procedura che viene impiegata per la rimozione di calcoli renali particolarmente voluminosi. Si basa sull’utilizzo di un endoscopio, strumento lungo e flessibile dotato di luce e telecamera, e di una sonda, un dispositivo che genera onde d’urto capaci di frammentare i calcoli. Una volta che sono rotti in piccoli pezzi, questi sassolini vengono poi rimossi. La procedura può essere eseguita in anestesia locale o generale e dura dalle 2 alle 4 ore, in relazione al numero di calcoli e alla loro resistenza alle onde d’urto. Prima di iniziare il trattamento, il paziente viene invitato a distendersi in posizione prona (a pancia in giù). Quando è correttamente sedato, i medici praticano un’incisione nella zona lombare e attraverso il foro introducono prima l’endoscopio e poi la sonda. In genere una volta ultimato il processo di frantumazione e rimozione dei calcoli, viene posizionato un catetere per facilitare il deflusso di eventuali perdite ematiche e di urina.

Nefrostomia

La nefrostomia percutanea è una procedura che viene impiegata quando il rene è incapace di scaricare l’urina all’interno dell’uretere. Per risolvere questa situazione di blocco, che causa una sofferenza renale, viene installato un catetere che permette all’urina di defluire verso l’esterno. Tale trattamento viene eseguito in anestesia locale e sotto controllo ecografico o fluoroscopico. Il paziente viene posizionato a pancia in giù e, dopo aver individuato i reni e la cavità renale, si inserisce un ago attraverso una puntura nella zona lombare. Tramite il medesimo ago si posiziona poi il drenaggio definitivo, fissando un catetere alla cute con un punto di sutura e collegandolo ad una sacca esterna di raccolta.

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