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Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

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PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy)

La PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy) è una procedura medica innovativa.Questo approccio prevede la somministrazione di una chemioterapia nella cavità addominale della paziente nel corso di un intervento di laparoscopia servendosi di un particolare aerosol pressurizzato.L’intervento si svolge in anestesia generale.  

Pneumonectomia

La pneumonectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione di uno dei due polmoni. Questo tipo di intervento viene svolto in anestesia generale. Può essere eseguito con due approcci distinti: in toracotomia o, per alcuni casi selezionati, in video-torascopia (VATS). Nel primo caso l’intervento prevede l’apertura di un’unica ampia incisione di circa 20 centimetri a livello del torace. La seconda tecnica, invece, si basa sulla creazione di più incisioni di piccole dimensioni (in genere non più ampie di 2-3 centimetri): attraverso queste aperture i chirurghi possono inserire e manovrare gli strumenti all’interno della parete toracica, orientandosi grazie alle immagini inviate su un monitor da un’apposita telecamera dotata di fonte luminosa. I tempi di recupero variano in base all’approccio utilizzato. L’operazione condotta in video-torascopia (VATS) risulta in genere meno invasiva. In caso di toracotomia, invece, il recuperò è tendenzialmente più lento. La scelta della tecnica chirurgica, in ogni caso, spetta allo staff medico, che decide in base alla natura, alle caratteristiche e alla localizzazione della lesione da rimuovere e alle condizioni generali di salute del paziente.

Polipectomia isteroscopica

La polipectomia isteroscopica è un’operazione chirurgica che viene eseguita per rimuovere i polipi uterini, preservando l’integrità dell’utero. La procedura prevede l’introduzione per via vaginale di un apposito dispositivo munito di telecamera, dalla forma sottile e allungata. Attraverso tale strumento (l’isteroscopio), infatti, i medici possono osservare direttamente su uno schermo le condizioni dell’apparato vaginale, operando in maniera più precisa e sicura. L’intervento viene effettuato in regime di anestesia generale.

Posizionamento di un catetere venoso centrale

Il catetere venoso centrale è un dispositivo medico composto da un tubicino sottile lungo poche decine di centimetri. Viene collocato in una delle cosiddette vene centrali per la somministrazione di liquidi. La procedura è in genere veloce (dura all’incirca una decina di minuti), semplice e non dolorosa. Per prima cosa il paziente viene fatto accomodare sull’apposito lettino e sottoposto ad alcune ecografie in modo da studiare la vena prescelta. Una volta praticata l’anestesia locale, poi, la vena viene bucata con un apposito ago per inserire il catetere.

Posizionamento e rimozione filtro cavale

I filtri cavali sono dispositivi meccanici formati da maglie metalliche che servono a impedire ad eventuali emboli provenienti dagli arti inferiori di raggiungere l’arteria polmonare. Tali strumenti vengono inseriti nella vena femorale o in quella giugulare interna e poi condotti con un catetere fino alla vena cava inferiore. Possono essere di tipo permanente o temporaneo. In quest’ultimo caso il filtro può essere rimosso quando non più necessario. La manovra è molto simile a quella del posizionamento, e prevede l’introduzione di un apposito catetere sempre attraverso la vena femorale o giugulare. Grazie alle indicazioni fornite dai raggi X, il catetere viene fatto avanzare fino a raggiungere il filtro cavale. A questo punto non resta che agganciare il dispositivo tramite un uncino e trainarlo fino all’esterno. Al termine della procedura si esegue una cavografia di controllo per escludere l’insorgenza di complicanze.

Posizionamento di sfintere artificiale

Lo sfintere artificiale è una vera e propria protesi che viene impiantata nei pazienti affetti da incontinenza urinaria. Tale strumento permette infatti di controllare il deflusso dell’urina, funzionando di fatto come uno sfintere a comando azionabile dall’esterno. Il dispositivo medico, in particolare, è costituito da tre componenti fondamentali: la cuffia di occlusione, che viene posizionata intorno all’uretra, la pompa, che viene invece collocata nello scroto, e il serbatoio, impiantato in prossimità della vescica. Tali componenti sono collegate tra loro da un sistema idraulico e permettono di tenere chiusa l’uretra a sino a quando il paziente non desidera andare in bagno, evitando così perdite urinarie. Per posizionare lo sfintere artificiale è necessario sottoporsi ad un apposito intervento, che prevede l’apertura di due incisioni cutanee di qualche centimetro, una a livello inguinale e una nello scroto. Attraverso tali incisione i chirurghi posizionano le tre componenti dello sfintere, collegando poi il tutto e mettendo in funzione il sistema. L’intera operazione richiede in genere una sessantina di minuti, e viene solitamente eseguita in anestesia loco regionale. In alcuni casi, tuttavia, le condizioni del paziente richiedono l’anestesia generale.

Posizionamento e sostituzione stent ureterale

Lo stent ureterale è un sottile catetere che viene introdotto nell’uretere per facilitare il passaggio dell’urina dal rene alla vescica. In sostanza si tratta di un tutore flessibile e morbido, che assomiglia ad un piccolo tubicino e che solitamente è realizzato in materiale plastico. Viene posizionato attraverso una procedura endoscopica, ossia risalendo attraverso l’uretra. Tale procedura si avvale dell’utilizzo di un cistoscopio, strumento flessibile dotato di luce e telecamera. Grazie a questo dispositivo medico, che è collegato ad un monitor presente in sala, il medico può guidare lo stent lungo l’uretra e la vescica, per poi posizionarlo nell’uretere. Il corretto posizionamento viene verificato grazie all’ausilio dei raggi X. Si tratta di un intervento ambulatoriale che dura dai 15 ai 20 minuti e viene eseguito in anestesia locale. In genere il posizionamento dello stent è ben tollerato dal paziente e non provoca particolari fastidi.

Procreazione Medicalmente Assistita PMA

La Procreazione Medicalmente Assistita PMA comprende un insieme di tecniche che hanno l'obiettivo di aumentare le probabilità di incontro tra i gameti maschili (spermatozoi) e quelli femminili (ovociti), al fine di favorire il concepimento per coppie che non riescono ad avere figli in modo naturale. La scelta della procedura adatta dipende dalla causa di infertilità della coppia e dall’età della donna. Si segue un principio di gradualità, partendo dalle tecniche meno invasive, sia dal punto di vista tecnico che psicologico, per passare eventualmente a quelle più complesse, se necessario.Le tecniche di PMA sono sempre più utilizzate: in Italia nel 2020, come riportato nel 16° Rapporto del Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), 32.562 coppie sono state trattate con tecniche di PMA di II e III livello. Per approfondire i trattamenti di PMA omologa ed eterologa effettuati dal nostro centro, guarda i nostri video

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