Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies
Cerca

Trattamenti

Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

156 Risultati
Reimpianto di artroprotesi di ginocchio

Questo intervento consiste nella sostituzione di una o più componenti delle protesi del ginocchio precedentemente impiantate. Tale sostituzione si può rendere necessaria a causa dell’usura o di una rotture delle protesi, e viene solitamente eseguita in anestesia locale. L’ancoraggio delle nuove componenti può essere ottenuto sia con un cemento acrilico sia con tecniche senza cemento, e queste ultime vengono in genere preferite (ad eccezione di casi particolari e/o di pazienti molto anziani). La scelta, comunque, ricade sullo staff chirurgico, che nel prendere una decisione valuta l’età del paziente e le condizioni del suo scheletro.

Resezione atipica del polmone

La resezione polmonare atipica è un’operazione chirurgica che consiste nell’asportazione di una lesione polmonare. Si distingue da altre tipologie d’intervento perché non segue i piani anatomici di suddivisione del polmone (i cosiddetti lobi o segmenti polmonari), ma ritaglia e asporta soltanto il tessuto lesionato. Questo tipo di intervento viene svolto in anestesia generale e può essere eseguito con due approcci: in toracotomia o in video-torascopia (VATS). Nel primo caso l’intervento prevede l’apertura di un’unica ampia incisione di circa 20 centimetri a livello del torace, e il paziente viene intubato. La seconda tecnica, invece, si basa sulla creazione di più incisioni di piccole dimensioni (in genere non più ampie di 2-3 centimetri): attraverso queste aperture i chirurghi possono inserire e manovrare gli strumenti all’interno della parete toracica, orientandosi grazie alle immagini inviate su un monitor da un’apposita telecamera dotata di fonte luminosa. I tempi di recupero variano in base all’approccio utilizzato. L’operazione condotta in video-torascopia (VATS) risulta in genere meno invasiva, a tal punto che nella maggior parte dei casi il paziente viene dimesso entro due o tre giorni dall’intervento. In caso di toracotomia, invece, il recuperò sarà più lento tanto da richiedere fino a sei giorni di degenza. La scelta della tecnica chirurgica, in ogni caso, spetta allo staff medico, che decide in base alla natura, alle caratteristiche e alla localizzazione della lesione da rimuovere e alle condizioni generali di salute del paziente

Resezione epatica

La resezione epatica consiste nell’asportazione di una porzione più o meno grande del fegato. La particolare struttura anatomica e la speciale capacità di rigenerarsi di questo organo, infatti, consentono di rimuoverne diversi segmenti senza peggiorare la qualità di vita del paziente. L’intervento può essere eseguito con tecnica “a cielo aperto” o mininvasiva (laparoscopica e robotica). In chirurgia laparoscopica e robotica gli strumenti e la telecamera vengono inseriti all'interno dell'addome attraverso piccole incisioni. Nella chirurgia robotica gli strumenti sono azionati da un robot che viene controllato dal chirurgo seduto ad una consolle in prossimità del paziente. La chirurgia miniinvasiva permette grazie alle ridotte incisioni un minore dolore postoperatorio, una ripresa più rapida ed una ridotta durata della degenza ospedaliera senza compromettere la qualità oncologica. Tutti gli interventi di resezione epatica vengono realizzati in anestesia generale. L’entità della resezione è variabile, e dipende essenzialmente dall’estensione della lesione da rimuovere. In alcuni casi, infatti, l’asportazione interessa solo una piccola quantità di tessuto (la cosiddetta resezione a cuneo), mentre altre volte riguarda uno o più segmenti epatici. Nei casi più estremi si può arrivare anche alla resezione dell’intero lobo destro o sinistro dell’organo (lobectomia).

Resezione intestinale complessa

La resezione intestinale complessa è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione di un tratto più o meno lungo dell’intestino. Può interessare sia l’intestino tenue (in questo caso si parla di ileostomia) che l’intestino crasso. L’operazione prevede il taglio e la rimozione della porzione intestinale interessata dalla patologia e il successivo ripristino della continuità del tubo digerente. Si tratta di un’operazione complessa, che può essere eseguita con diverse varianti a seconda della patologia, delle condizioni di salute del paziente, della lunghezza e della localizzazione del tratto di intestino da asportare. In termini molto generici, l’intervento dura mediamente dalle 2 alle 5 ore e viene eseguito in anestesia generale. L’approccio è di tipo laparotomico: questo significa che i chirurgi operano direttamente sull’intestino aprendo un’unica ampia incisione a livello addominale.

Resezione masse addominali

La resezione di una o più masse addominali è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione di formazioni tumorali sviluppatesi all’interno dell’addome. Nella maggior parte dei casi si tratta di sarcomi o leiomiosarcomi, neoplasie di grandi dimensioni che possono arrivare ad occupare tutta la cavità addominale. In alcuni casi il tumore può infiltrare anche gli organi circostanti, rendendo necessaria la rimozione parziale o totale di tali strutture. È difficile descrivere una tecnica standard per questo tipo di operazioni, dal momento che la tecnica e i risultati ottenuti variano in base alle caratteristiche della massa tumorale, alle condizioni di salute generale del paziente e all’eventuale coinvolgimento di organi e strutture interne. In termini molto generici, l’intervento dura mediamente dalle 3 alle 4 ore e viene eseguito in anestesia generale. L’approccio è di tipo laparotomico: questo significa che i chirurgi operano direttamente sulla massa neoplastica aprendo un’unica ampia incisione a livello addominale.

Resezione transuretrale della prostata (TURP)

La resezione transuretrale (TURP) consiste nell’asportazione di una porzione della prostata. Tale intervento chirurgico, che viene eseguito sugli uomini colpiti da ipertrofia prostatica benigna per liberare il canale uretrale, prevede l’utilizzo del resettoscopio, un particolare dispositivo medico dotato di luce e telecamera e capace di emettere scariche elettriche. Tale dispositivo viene inserito attraverso l’apertura dell’uretra e guidato delicatamente fino alla prostata. Grazie alla telecamera montata in punta, infatti, il chirurgo è in grado di seguire direttamente su un monitor l’avanzamento del resettoscopio. Una volta giunto in posizione vengono quindi attivate le scariche elettriche per tagliare il tessuto prostatico in eccesso, che viene poi rimosso grazie al liquido di lavaggio. Nella maggior parte dei casi i frammenti di tessuto così rimossi vengono inviati in laboratorio per un’analisi istologica. L’intervento dura in genere tra i 60 e i 90 minuti e viene eseguito in anestesia loco-regionale, sebbene talvolta sia comunque possibile ricorrere all’anestesia generale.

Resezione transuterale di neoplasia vescicale (TURV)

La resezione tranuterale di neoplasia vescicale è un operazione che permettere di rimuovere un sospetto tumore localizzato nella parete della vescica. Si tratta di una procedura endoscopica, che non comporta cioè l’incisione della cute. L’asportazione viene infatti eseguita attraverso il resettore, un apposito strumento dotato di luce, telecamera e ansia diatermica. Grazie a questo dispositivo medico, collegato ad un monitor presente in sala, il chirurgo può quindi sezionare la lesione sospetta. La procedura viene eseguita in anestesia generale e ha una durata variabile dai 10 ai 90 minuti. Prima di essere sedato, il paziente viene invitato ad assumere una posizione supina (a pancia in su) appoggiando le gambe ad appositi sostegni. Una volta completate le procedure di preparazione, poi, il chirurgo introduce il resettore attraverso l’apertura dell’uretra e lo guida delicatamente fino alla vescica. Dopo che la vescica è stata lavata con una soluzione fisiologica, si procede quindi al taglio della lesione. Infine, al termine dell’intervento si posiziona un catetere vescicale, che verrà poi rimosso a distanza di qualche giorno.

Ricostruzioni con protesi “custom-made”

Protesi custom made 3D printed di Bacino. A) Difetto osseo. B) Ricostruzione con protesi su misura I casi più complessi in ortopedia riguardano le grandi perdite di osso dovute a tumori scheletrici, ad esito di politraumi, a mobilizzazioni settiche o asettiche di protesi articolari. In tali casi non si tratta semplicemente di sostituire l’articolazione, ma di compensare la mancanza di interi segmenti ossei. L’ultima frontiera dell’innovazione in campo ortopedico unisce la tecnologia della stampante 3-D e l’esperienza del chirurgo per arrivare allo sviluppo di protesi “custom-made”. Il concetto di customizzazione ruota attorno al malato e alla ricerca di soluzioni personalizzate, create ad hoc per sostituire in maniera anatomica i difetti ossei altrimenti non colmabili con le protesi modulari o gli innesti ossei. Basandosi sulle immagini ottenute con la RM e la TAC ed elaborate dagli ingegneri delle case di produzione, la stampante 3-D crea in tempi rapidi e con estrema precisione, riproduzioni in titanio trabecolare di qualsiasi sezione dello scheletro. La progettazione viene concordata step by step con il chirurgo in modo da ottenere un impianto stabile, osteointegrabile, che non confligga con i tessuti molli ma permetta la migliore funzionalità articolare possibile. Ovviamente tale tecnologia viene utilizzata solo in casi selezionati, quando il suo impiego possa incrementare davvero la qualità di vita del paziente a breve e lungo termine. È pertanto fondamentale la valutazione di ciascun caso da parte di un ortopedico esperto nella scelta e nell’utilizzo di questi impianti.   BIBLIOGRAFIA: De Paolis M et al. Custom made 3D-printed prosthesis in periacetabular resections through a novel ileo-adductor approach. Orthopedics [accepted paper]

Back to top