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Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

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Elettromiografia

Si tratta di un’indagine diagnostico utilizzato per le patologie a carico dell’apparato muscolare e di quella parte del sistema nervoso periferico che ne controlla i movimenti. Attraverso l’applicazione di alcuni elettrodi, collegati ad un’apposita strumento (l’elettromiografo), i nervi vengono stimolati in modo da registrarne la capacità di conduzione degli impulsi. I risultati vengono poi stampati su un grafico. L’esame ha una durata variabile dai 30 ai 60 minuti e in alcuni casi può essere fastidioso, a causa dei brevi spasmi dolorosi generati dagli impulsi.

Entero RM

Si tratta di un esame diagnostico che sfrutta la tecnologica della risonanza magnetica per studiare nel dettaglio le condizioni dell’intestino tenue, la prima parte dell’intestino. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene aiutato a distendersi correttamente sul lettino (solitamente a pancia in su e con le braccia alzate) e poi introdotto all’interno del macchinario. L’indagine, che come tutte le altre tecniche di risonanza magnetica impiega campi magnetici e onde radio, può durare dai 20 ai 35 minuti. Per la buona riuscita dell’esame il paziente deve rimanere immobile durante l’acquisizione delle immagini. Le donne gravide non possono sottoporsi all’esame.

Entero TC

L’Entero-TC è una tipologia non invasiva di Tac che, attraverso l’impiego di radiazioni ionizzanti a basso dosaggio e due mezzi di contrasto (uno neutro assunto per bocca e uno iodato iniettato in vena), consente di studiare l’intestino tenue. Il paziente viene fatto accomodare sul lettino della Tac con l’aiuto del tecnico, mentre l’infermiere posiziona in una vena del braccio o della mano l’ago per iniettare il mezzo di contrasto. Possono essere somministrati anche farmaci antispastici (ad esempio il Buscopan) per ridurre la motilità intestinale. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio della scansione, il lettino scorre all’interno della Tac, dove viene iniettato il mezzo di contrasto. Durante tale iniezione il paziente può avvertire una sensazione di calore al braccio o diffusa a tutto il corpo, oppure un sapore metallico in bocca. Si tratta in ogni caso di manifestazioni normali, che in genere terminano nel giro di pochi minuti. Qualora il paziente dovesse invece avvertire un forte dolore nel punto in cui è stato posizionato l’ago, o una sensazione di svenimento, difficoltà a respirare o necessità di vomitare, deve comunicarlo prontamente. L’esame dura in totale circa una quindicina di minuti. Vengono infatti effettuate due scansioni, una in posizione supina e una in posizione prona, della durata di pochi secondi ciascuna. Una volta terminate le scansioni, il tecnico e il radiologo si accertano della qualità delle immagini acquisite e dichiarano concluso l’esame.

Esame audiometrico

L’esame audiometrico è un particolare test diagnostico che consente di valutare le condizioni di salute e la funzionalità dell’orecchio, monitorando in particolare la capacità di sentire e comprendere gli stimoli uditivi. In sostanza, quindi, si tratta di un controllo della capacità uditiva, e può essere di tipo tonale o vocale (o entrambi). Tale controllo non è invasivo né doloroso, dura una trentina di minuti e avviene all’interno di una cabina insonorizzata, sotto la guida di un tecnico audiometrista. Dopo essere entrato nella cabina, il paziente viene invitato ad appoggiare le cuffie sulle orecchie. Una volta che è correttamente sistemato, il tecnico può dare il via all’esame vero e proprio: dalle cuffie verranno riprodotte sillabe, parole o frasi (se il test è vocale) e alcuni suoni (se il test è tonale), a partire dai toni più bassi e fino a giungere a quelli più alti. Il paziente deve ripetere le parole ascoltate o fare un cenno per mostrare di aver sentito il suono. A volte l’esame prevede anche l’utilizzo di un piccolo strumento da sistemare dietro l’orecchio: tale dispositivo medico emette delle vibrazioni teoricamente percettibili dall’orecchio interno.

Esame del cariotipo

L’esame del cariotipo è un’analisi di laboratorio che consiste nella visualizzazione al microscopio dei cromosomi contenuti nelle cellule. In particolare vengono valutati il numero e la struttura dei cromosomi del paziente, in modo da individuare eventuali anomalie. Nella maggior parte dei casi il cariotipo viene studiato a partire dai linfociti, cellule del sistema immunitario che vengono prodotte nel midollo osseo (tessuto spugnoso che si trova all’interno di diverse ossa). In genere l’esame del cariotipo viene eseguito su un campione di sangue venoso raccolto nel corso di un normale prelievo ematico dal braccio. In alternativa, l’analisi può essere condotto sulle cellule asportate mediante agoaspirato dal midollo osseo oppure, per le donne in gravidanze, sul liquido amniotico. Una volta prelevato, il campione viene inviato in laboratorio e posto in un terreno di coltura, per poi essere analizzato al microscopio.

Esame del fondo oculare

Per analizzare le strutture interne del bulbo oculare, come la retina e il nervo ottico, si ricorre di solito all’esame del fondo oculare. Eseguito solitamente in ambienti bui o poco illuminati, questo esame prevede quasi sempre l’utilizzo di colliri per dilatare la pupilla del paziente e facilitare l’analisi delle strutture interne del bulbo oculare attraverso strumenti ottici specifici. In particolare i più usati sono l’oftamolscopio o la lampada a fessura: entrambi utilizzano una fonte luminosa per illuminare l’interno dell’occhio e permettere così l’esame del corpo vitreo, della retina o della testa del nervo ottico.

Esame del liquido seminale per le coppie che eseguono trattamenti di PMA

La mattina del prelievo degli ovociti (pick up ovocitario o OPU) si esegue la raccolta del liquido seminale. Prima del trattamento, si valuta numero, concentrazione, motilità e forma degli spermatozoi. Istruzioni per la raccolta del liquido seminale COMUNICAZIONI DA RIPORTARE AGLI OPERATORI AL MOMENTO DELL’ACCETTAZIONE Assunzione di terapie farmacologiche che possono interferire con la spermatogenesi e con la vitalità e motilità degli spermatozoi (antibiotici, steroidi anabolizzanti, chemioterapici ecc) concomitante alla produzione del campione o sospesa da un periodo inferiore ai due mesi. Periodo di febbre prolungata nei 3 mesi prima della raccolta. Comunicare i giorni di astinenza. ISTRUZIONI PER LA RACCOLTA Avere un ultimo rapporto sessuale (o un’eiaculazione) da un minimo di 1 ad un massimo di 5 giorni prima dell’appuntamento; Praticare un’accurata igiene delle mani e dei genitali prima di procedere alla raccolta. La raccolta del liquido seminale avviene tramite masturbazione. È importante non utilizzare profilattici in lattice in quanto tossici per gli spermatozoi. Se presente lo stimolo di urinare, svuotare prima la vescica e successivamente produrre il campione (nel barattolo raccogliere solo il liquido seminale. Non deve essere presente l’urina). Il liquido seminale deve essere raccolto in un contenitore sterile monouso a bocca larga, fornito dagli operatori del laboratorio PMA al momento dell’accettazione. Durante la raccolta è importante non toccare l’interno del contenitore e l’interno del tappo dello stesso. Deve essere raccolto l’intero eiaculato e se ne viene persa una frazione è necessario comunicarlo. Chiudere accuratamente il contenitore (si chiude a vite). Mantenere il contenitore in posizione verticale. Consegnare il campione al personale del laboratorio nel più’ breve tempo possibile. Istruzioni per la raccolta del liquido seminale all’esterno del laboratorio PMA La raccolta del liquido seminale all’esterno del laboratorio PMA può avvenire previo accordo con il personale di laboratorio. Il liquido seminale deve essere raccolto in un contenitore sterile monouso a bocca larga, (è idoneo anche il contenitore utilizzato per l’urinocoltura) acquistabile in farmacia o fornito direttamente dal laboratorio PMA. COSA RIPORTARE SUL CONTENITORE Dati di identificazione della coppia (nome cognome e data di nascita). Se il campione è destinato alla crioconservazione o alla sola esecuzione dello spermiogramma è possibile indicare solo i dati del paziente di sesso maschile. Denominazione e indirizzo del laboratorio PMA a cui è destinato. ISTRUZIONI PER LA RACCOLTA Avere un ultimo rapporto sessuale (o un’eiaculazione) da un minimo di 1 ad un massimo di 5 giorni prima dell’appuntamento. Praticare un’accurata igiene delle mani e dei genitali prima di procedere alla raccolta. La raccolta del liquido seminale avviene tramite masturbazione. È importante non utilizzare profilattici in lattice in quanto tossici per gli spermatozoi. Se presente lo stimolo di urinare, svuotare prima la vescica e successivamente produrre il campione (nel barattolo raccogliere solo il liquido seminale. Non deve essere presente l’urina). Il liquido seminale deve essere raccolto in un contenitore sterile monouso a bocca larga, fornito dagli operatori del laboratorio PMA o acquistabile in farmacia. Durante la raccolta è importante non toccare l’interno del contenitore e l’interno del tappo dello stesso. Deve essere raccolto l’intero eiaculato e se ne viene persa una frazione è necessario comunicarlo. Chiudere accuratamente il contenitore (si chiude a vite). Mantenere il contenitore in posizione verticale. Consegnare il campione al personale del laboratorio nel più breve tempo possibile. ISTRUZIONI PER IL TRASPORTO DEL CAMPIONE Si raccomanda di far pervenire il liquido seminale al laboratorio PMA entro 30 minuti dalla raccolta. Durante il trasporto evitare di capovolgere il contenitore e di proteggerlo dalle escursioni termiche   (< 20° C e > 37° C). Per evitare ciò è consigliabile porre il contenitore vicino al corpo, oppure, avvolgerlo con del cotone idrofilo o con un panno di lana. In laboratorio il campione sarà etichettato con nome e cognome e numero di identificazione. Se la raccolta è avvenuta al proprio domicilio, oltre all’ora della raccolta, deve essere segnalata l’ora di partenza dal proprio domicilio e l’ora di arrivo in laboratorio. Questi ultimi dati saranno riportati insieme ai dati identificativi, in un apposito modulo. COMUNICAZIONI DA RIPORTARE AGLI OPERATORI AL MOMENTO DELL’ACCETTAZIONE Assunzione di terapie farmacologiche che possono interferire con la spermatogenesi e con la vitalità e motilità degli spermatozoi (antibiotici, steroidi anabolizzanti, chemioterapici ecc) concomitante alla produzione del campione o sospesa da un periodo inferiore ai due mesi. Periodo di febbre prolungata nei 3 mesi prima della raccolta. Comunicare i giorni di astinenza.

Esame della lampada a fessura

La lampada a fessura è uno microscopio poco invasivo che, di solito, viene impiegato per valutare lo stato delle strutture oculari. Attraverso un sistema di lenti, questo strumento è in grado di concentrare un fascio di luce in una zona precisa dell’occhio del paziente, in modo da consentirne l’analisi da parte dello specialista. Per esaminare alcune parti specifiche dell’occhio, poi, l’oculista può scegliere di utilizzare delle gocce, dei filtri di colore o delle strisce di carta con fluorescina.

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