Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies
Cerca

Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

209 Risultati
Fluorangiografia e Indocianografia

L’angiografia è un esame utile a visualizzare e fotografare dettagliatamente i vasi sanguigni del fondo oculare, e pertanto rientra tra gli strumenti di diagnosi delle patologie vascolari dell’occhio. Si tratta di un esame invasivo (seppur ad un livello minimo) in quanto prevede l’utilizzo di un colorante, solitamente somministrato per via endovenosa. Il colorante utilizzato cambia a seconda della struttura oculare da analizzare. Se si tratta della retina viene utilizzata la fluorescina, mentre per la coroide la scelta del mezzo di contrasto ricade sul verde indocianina. Il colorante da poi il nome all’esame: rispettivamente fluorangiografia e indocianografia. La procedura è piuttosto semplice e dura all’incirca un quarto d’ora: immesso nel circolo sanguigno attraverso le vene di un braccio, il colorante raggiunge in pochi secondi i vasi dell’occhio. A questo punto attraverso uno strumento particolare, l’angiografo, si illumina l’occhio in modo da far risaltare il colorante e ottenere così un immagine dettagliata dei vasi sanguigni del fondo oculare.

Holter metabolico

La valutazione del dispendio energetico totale (TTE, dall’inglese “Total Energy Expenditure”) è un test diagnostico che prevede l'impiego di un apposito bracciale. Tale dispositivo, che deve essere indossato per più giorni, è capace di misurare il dispendio energetico totale durante le comuni attività della giornata (ludica, lavorativa, sportiva, etc). Il bracciale va posizionato nella parte alta del braccio (punto medio dell’omero): deve essere sufficientemente stretto in modo da consentire l’adesione delle placchette di metallo del dispositivo alla cute, ma non tanto da impedire la circolazione del sangue. Il dispositivo non è dotato di un tasto per l’accensione: si “accende” automaticamente quando inizia a raccogliere i dati dal corpo, così come si “spegne” automaticamente quando il bracciale si allenta. Il segnale di “accensione” e di “spegnimento” è costituito da una vibrazione associata ad un segnale sonoro. Il dispositivo non deve essere bagnato: per fare il bagno o doccia lo si può togliere e rimettere al termine. Inoltre non deve essere sottoposto a radiazioni: in caso di esami radiologici (RX, TAC etc) lo si può togliere e rimettere al termine.

HPV test

Il test HPV è un esame che permette di individuare la presenza del virus HPV (anche conosciuto come Papilloma virus) a medio-alto rischio, e che rientra quindi nell’iter per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina. Dei 100 tipi di Papilloma virus ad oggi conosciuti, infatti, circa una decina sono strettamene correlati con l’insorgenza del carcinoma. Tali tipologie, definite “a medio-alto rischio”, possono portare alla comparsa di displasie che, con il passare del tempo, evolvono nel tumore vero e proprio. Per questo motivo, la diagnosi del virus HPV assume una fondamentale importanza soprattutto a scopo preventivo. Per quanto riguarda la procedura, l’HPV test risulta molto simile ad un altro fondamentale esame di screening, il Pap test, ed è quindi piuttosto semplice, veloce e indolore. Il ginecologo utilizza un apposito strumento, lo speculum, per dilatare leggermente la vagina, ed esegue poi il prelievo con una spatola e un bastoncino cotonato. Una volta raccolto, il campione viene depositato in un liquido e inviato in laboratorio per l’analisi.

Immunofenotipo

L’immunofenotipo è un test di laboratorio che consente di controllare alcune caratteristiche dei globuli bianchi, le cellule sanguigne che difendono l’organismo dagli attacchi di agenti esterni e potenzialmente pericolosi. Dal punto di vista del paziente, il test è identico ad un normale prelievo ematico. Dopo aver accuratamente disinfettato il braccio del paziente, infatti, il personale medico provvede ad inserire l’ago per il prelievo in una vena, estraendo alcune provette di sangue. Tali campioni vengono quindi inviati in laboratorio per l’analisi al microscopio. Al pari di un comune esame del sangue, il prelievo può essere fastidioso o provocare disagio nei pazienti particolarmente sensibili all’uso di aghi. In ogni caso la procedura non è dolorosa e dura pochi minuti.

Immunofluorescenza cutanea diretta

L’immunofluorescenza cutanea diretta è una metodica che viene eseguita attraverso una biopsia cutanea con lo scopo di evidenziare l’eventuale deposito di anticorpi sul tessuto del paziente. La biopsia cutanea consiste nel prelievo di una piccola porzione di cute che presenta la lesione, al fine di analizzarne le caratteristiche. Il campione viene adeguatamente trattato in laboratorio e osservato al microscopio per mettere in evidenza eventuali alterazioni che aiutano il clinico nella formulazione della diagnosi. Non è doloroso in quanto prevede l’esecuzione preventiva di una anestesia locale.

Isteroscopia diagnostica

L’isteroscopia è una tecnica endoscopica che permette di visualizzare le pareti interne dell’utero. Per quanto riguarda l’isteroscopia diagnostica, in particolare, si tratta di un esame mini-invasivo che prevede l’introduzione per via vaginale di un apposito strumento munito di telecamera (l’isteroscopio). Una volta raggiunto l’utero, tale dispositivo (dalla forma sottile e allungata, simile a un piccolo tubicino) rilascia anidride carbonica o soluzione fisiologica per distendere le pareti dell’organo. Questo passaggio, necessario per osservare meglio le condizioni dell’utero, può provocare crampi lievi (simili a quelli avvertiti durante il ciclo mestruale), ma in genere l’esame non è particolarmente doloroso. In totale, l’isteroscopia diagnostica richiede dai 10 ai 15 minuti. In alcuni casi durante l’esame viene eseguita anche una biopsia dell’endometrio, che consiste nel prelievo di un campione di mucosa per l’esame istologico

Lavaggio vie lacrimali

Il lavaggio delle vie lacrimali è una procedura sia diagnostica che terapeutica. Questa tecnica, infatti, da una parte permette di accertare la presenza di ostruzioni nelle vie lacrimali, mentre dall’altra consente di liberarle da eventuali ostacoli di piccole dimensioni. Il procedimento è piuttosto semplice e viene eseguito in anestesia locale attraverso gocce di collirio anestetico. Attraverso una siringa munita di un ago dalla punta smussata vengono iniettati nei dotti lacrimali del paziente antibiotico o soluzione fisiologica. Se le vie lacrimali sono libere o se vengono liberate grazie al procedimento, il paziente dovrebbe sentire il liquido scendere in gola.

Mammografia

La mammografia è un esame radiografico che permette di studiare forma e struttura della mammella. Si tratta di un test non invasivo che si avvale dell’impiego di una piccola dose di raggi X, onde elettromagnetiche impercettibili dal paziente che vengono generate da un apposito strumento, il mammografo. La procedura è semplice e solitamente indolore, anche se alcune donne possono lamentare fastidio. La paziente viene invitata a posizionarsi in piedi e a torso nudo davanti al mammografo, adagiando una mammella per volta su una piastra regolabile. Il seno viene quindi leggermente compresso da una seconda lastra in modo da rendere più nitide le immagini raccolte e ridurre la dose di radiazioni. Tale compressione avviene in modo graduale e in genere è facilmente tollerabile. L’esame è molto rapido, dura pochi minuti e non è pericoloso. La quantità di raggi X utilizzata è infatti piuttosto bassa e non comporta rischi per la salute.

Back to top