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Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

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Lavaggio vie lacrimali

Il lavaggio delle vie lacrimali è una procedura sia diagnostica che terapeutica. Questa tecnica, infatti, da una parte permette di accertare la presenza di ostruzioni nelle vie lacrimali, mentre dall’altra consente di liberarle da eventuali ostacoli di piccole dimensioni. Il procedimento è piuttosto semplice e viene eseguito in anestesia locale attraverso gocce di collirio anestetico. Attraverso una siringa munita di un ago dalla punta smussata vengono iniettati nei dotti lacrimali del paziente antibiotico o soluzione fisiologica. Se le vie lacrimali sono libere o se vengono liberate grazie al procedimento, il paziente dovrebbe sentire il liquido scendere in gola.

Mammografia

La mammografia è un esame radiografico che permette di studiare forma e struttura della mammella. Si tratta di un test non invasivo che si avvale dell’impiego di una piccola dose di raggi X, onde elettromagnetiche impercettibili dal paziente che vengono generate da un apposito strumento, il mammografo. La procedura è semplice e solitamente indolore, anche se alcune donne possono lamentare fastidio. La paziente viene invitata a posizionarsi in piedi e a torso nudo davanti al mammografo, adagiando una mammella per volta su una piastra regolabile. Il seno viene quindi leggermente compresso da una seconda lastra in modo da rendere più nitide le immagini raccolte e ridurre la dose di radiazioni. Tale compressione avviene in modo graduale e in genere è facilmente tollerabile. L’esame è molto rapido, dura pochi minuti e non è pericoloso. La quantità di raggi X utilizzata è infatti piuttosto bassa e non comporta rischi per la salute.

Manometria ano-rettale

La manometria ano-rettale, eseguita con una sonda rettale a trasduzione liquida a più canali, è l’esame diagnostico che studia e valuta la capacità pressoria del complesso sfinterico anale durante le varie fasi funzionali di defecazione e continenza

Mappatura dei nei

La mappatura dei nei (o nevi) è una visita dermatologica che consiste nel monitoraggio delle lesioni cutanee pigmentate presenti sul corpo del paziente. I nei individuati nel corso dell’esame vengono valutati e fotografati in modo da raccogliere materiale di confronto per un successivo controllo. La procedura è semplice, indolore e non invasiva. All’inizio della visita il paziente viene invitato a spogliarsi e sdraiarsi sul lettino. Servendosi di un apposito strumento (il dermatoscopio) il dermatologo provvede ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche della lesione prime di procedere all’eventuale acquisizione delle immagini.

Misurazione del gradiente pressorio delle vene sovraepatiche

SI tratta della misurazione indiretta del gradiente pressorio venoso epatico, un parametro che viene impiegato per valutare la pressione della vena porta. Rispetto alla misurazione diretta questa tecnica è meno invasiva e presenta un minor rischio di complicanze. La procedura viene eseguita in anestesia locale e prevede l’introduzione di un catetere angiografico. Solitamente tale strumento viene inserito in una vena dell’avambraccio o del braccio, nella vene giugulare destra o nelle vene femorali e poi posizionato delicatamente sotto guida fluoroscopica (vale a dire tramite raggi X). Una volta che il catetere è giunto all’altezza dei vasi sanguigni del fegato vengono quindi eseguite diverse misurazioni sia nella vena sovraepatica, sia in condizioni di flusso libero che bloccato (ossia ostruendo il vaso sanguigno), nella vena cava inferiore e nell’atrio destro. Dopo aver completato le rilevazioni, si procede alla rimozione del catetere e al calcolo della pressione portale.

Ossimetria transcutanea

L’ossimetria transcutanea è un test diagnostico non invasivo che consente di rilevare la concentrazione di ossigeno nei tessuti che compongono la pelle. L’esame si avvale di un elettrodo di Clark, un dispositivo medico che viene appoggiato sulla cute. Attraverso questo strumento gli specialisti possono riscaldare la cute, misurando così la pressione parziale di ossigeno. La procedura è semplice, indolore e dura mediamente una ventina di minuti. La zona della cute che deve essere sottoposta all’esame (nella maggior parte dei casi si tratta del piede) deve essere adeguatamente lavata e asciugata. Una volta concluso questo passaggio viene quindi applicato l’elettrodo assieme ad alcune gocce di contatto. Attraverso il dispositivo lo specialista riscalda la pelle, in modo da migliorare la perfusione dell’ossigeno e facilitare la misurazione. Il valore viene quindi rilevato attraverso un apposito dispositivo l’ossimetro transcutaneo.

TC Osteoarticolare

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne delle piccole e grandi articolazioni sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, che a volte comprendono anche la somministrazione di un mezzo di contrasto iodato, viene quindi lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’indagine vera e propria, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno, un macchinario aperto sia davanti che dietro. Tale tecnologia è in grado di scansionare le varie componenti dell’articolazione e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

Pap-test

Il Pap test è un esame di screening, cioè un test che si effettua “a tappeto” anche su donne che non manifestano alcun sintomo particolare, a scopo puramente preventivo. In particolare, il Pap test aiuta la diagnosi precoce di patologie cervicali, vaginali e vulvari, e consiste nel prelievo di un campione di cellule dal collo dell’utero e dal canale cervicale. La procedura è semplice, veloce e indolore (sebbene la paziente possa avvertire un leggero disagio). Il ginecologo utilizza un apposito strumento, lo speculum, per dilatare leggermente la vagina, ed esegue poi il prelievo con una spatola e un bastoncino cotonato. Una volta raccolto, il campione viene depositato su un vetrino, fissato con un’apposita sostanza e spedito in laboratorio per l’analisi citologica.

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