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Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

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Manometria ano-rettale

La manometria ano-rettale, eseguita con una sonda rettale a trasduzione liquida a più canali, è l’esame diagnostico che studia e valuta la capacità pressoria del complesso sfinterico anale durante le varie fasi funzionali di defecazione e continenza

Mappatura dei nei

La mappatura dei nei (o nevi) è una visita dermatologica che consiste nel monitoraggio delle lesioni cutanee pigmentate presenti sul corpo del paziente. I nei individuati nel corso dell’esame vengono valutati e fotografati in modo da raccogliere materiale di confronto per un successivo controllo. La procedura è semplice, indolore e non invasiva. All’inizio della visita il paziente viene invitato a spogliarsi e sdraiarsi sul lettino. Servendosi di un apposito strumento (il dermatoscopio) il dermatologo provvede ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche della lesione prime di procedere all’eventuale acquisizione delle immagini.

Misurazione del gradiente pressorio delle vene sovraepatiche

SI tratta della misurazione indiretta del gradiente pressorio venoso epatico, un parametro che viene impiegato per valutare la pressione della vena porta. Rispetto alla misurazione diretta questa tecnica è meno invasiva e presenta un minor rischio di complicanze. La procedura viene eseguita in anestesia locale e prevede l’introduzione di un catetere angiografico. Solitamente tale strumento viene inserito in una vena dell’avambraccio o del braccio, nella vene giugulare destra o nelle vene femorali e poi posizionato delicatamente sotto guida fluoroscopica (vale a dire tramite raggi X). Una volta che il catetere è giunto all’altezza dei vasi sanguigni del fegato vengono quindi eseguite diverse misurazioni sia nella vena sovraepatica, sia in condizioni di flusso libero che bloccato (ossia ostruendo il vaso sanguigno), nella vena cava inferiore e nell’atrio destro. Dopo aver completato le rilevazioni, si procede alla rimozione del catetere e al calcolo della pressione portale.

Ossimetria transcutanea

L’ossimetria transcutanea è un test diagnostico non invasivo che consente di rilevare la concentrazione di ossigeno nei tessuti che compongono la pelle. L’esame si avvale di un elettrodo di Clark, un dispositivo medico che viene appoggiato sulla cute. Attraverso questo strumento gli specialisti possono riscaldare la cute, misurando così la pressione parziale di ossigeno. La procedura è semplice, indolore e dura mediamente una ventina di minuti. La zona della cute che deve essere sottoposta all’esame (nella maggior parte dei casi si tratta del piede) deve essere adeguatamente lavata e asciugata. Una volta concluso questo passaggio viene quindi applicato l’elettrodo assieme ad alcune gocce di contatto. Attraverso il dispositivo lo specialista riscalda la pelle, in modo da migliorare la perfusione dell’ossigeno e facilitare la misurazione. Il valore viene quindi rilevato attraverso un apposito dispositivo l’ossimetro transcutaneo.

TC Osteoarticolare

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne delle piccole e grandi articolazioni sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, che a volte comprendono anche la somministrazione di un mezzo di contrasto iodato, viene quindi lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’indagine vera e propria, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno, un macchinario aperto sia davanti che dietro. Tale tecnologia è in grado di scansionare le varie componenti dell’articolazione e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

Pap-test

Il Pap test è un esame di screening, cioè un test che si effettua “a tappeto” anche su donne che non manifestano alcun sintomo particolare, a scopo puramente preventivo. In particolare, il Pap test aiuta la diagnosi precoce di patologie cervicali, vaginali e vulvari, e consiste nel prelievo di un campione di cellule dal collo dell’utero e dal canale cervicale. La procedura è semplice, veloce e indolore (sebbene la paziente possa avvertire un leggero disagio). Il ginecologo utilizza un apposito strumento, lo speculum, per dilatare leggermente la vagina, ed esegue poi il prelievo con una spatola e un bastoncino cotonato. Una volta raccolto, il campione viene depositato su un vetrino, fissato con un’apposita sostanza e spedito in laboratorio per l’analisi citologica.

Paracentesi nelle carcinosi ginecologiche

La paracentesi nelle carcinosi ginecologiche è una procedura diagnostico-terapeutica che riveste grande importanza nel contesto della diagnosi e del trattamento delle pazienti affette da tumori ginecologici avanzati, come il cancro ovarico. Attraverso l’utilizzo di un sottile ago, questa procedura mira a rimuovere il liquido presente nella cavità addominale, noto come ascite, che può accumularsi a causa della presenza di cellule tumorali. Prima di iniziare, il medico spiega la procedura alla paziente rispondendo ad eventuali domande. Sempre nelle fasi preliminari potrebbe essere eseguita anche un’ecografia o una TAC per individuare l’esatta collocazione dell’accumulo di liquido. La paziente viene quindi invitata a distendersi sul lettino in posizione confortevole. A quel punto può essere somministrato un anestetico locale per ridurre il disagio. Avvalendosi dell’immagine fornita in tempo reale dall’ecografo, lo specialista inserisce con cura un ago sottile nell’addome per aspirare il liquido ascitico. I campioni prelevati nel corso della procedura vengono quindi inviati in laboratorio per le analisi al fine di identificare la presenza di cellule tumorali e valutare altre caratteristiche.

Patch test

Il patch test è un esame allergo-diagnostico che consiste nell’applicare sul dorso dei pazienti dei dischetti che contengono una piccola quantità delle sostanze (apteni) in grado di produrre una reazione cutanea minima nelle persone sensibilizzate. Questi dischetti  sono apposti su un cerotto di supporto, in questo modo è molto difficile che possano staccarsi dalla schiena. I test vengono rimossi dopo 48 ore e viene effettuata una prima lettura. Al posto dei dischetti vengono quindi effettuati dei segni con un pennarello in modo da identificare correttamente la posizione degli apteni alla seconda lettura. Dopo 96 ore viene effettuata la seconda lettura con l’esito finale e la risposta ai test. In alcuni casi può essere richiesta un’ulteriore lettura a 7 giorni.

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