Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies
Cerca

Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

212 Risultati
Drenaggio percutaneo

Si tratta di una procedura medica che prevede il posizionamento, sotto guida ecografica o Tac, di drenaggi di diverso diametro all’interno di versamenti fluidi o raccolte che possono formarsi in qualsiasi distretto corporeo. Dopo aver localizzato la raccolta o il versamento mediante una Tac o un’ecografia, viene scelto il punto cutaneo più idoneo attraverso cui posizionare il drenaggio: in tale punto viene iniettato l’anestetico locale. Il drenaggio può essere eseguito mediante tre tecniche diverse (diretta, “tandem” e “Seldinger”). Come regola generale, in ogni caso, va tenuto conto che l’aspirazione di solito precede il posizionamento del catetere al fine di valutare il contenuto della raccolta e scegliere di conseguenza il drenaggio più adatto. Nonostante l’anestesia locale, durante la procedura si può avvertire dolore, dovuto all’avanzamento in sede profonda del catetere di drenaggio. Una sensazione di fastidio può persistere per alcune ore o giorni, e in genere si manifesta sotto forma di dolori di entità lieve o moderata controllabili con l’assunzione di antidolorifici.

Eco Rm guidata con tecnica fusion

Si tratta di un esame innovativo che abbina le tecniche dell’ecografia e della risonanza magnetica per ricreare un’immagine tridimensionale dell’organo analizzato (in genere la prostata). Le informazioni raccolte durante una normale risonanza magnetica vengono infatti abbinate in tempo reale a quelle ottenute con un ecografia pelvica (e cioè attraverso l’inserimento di una sonda ecografica nel retto).

Ecocardiografia

L’ecocardiografia si avvale della tecnologia degli ultrasuoni per studiare il cuore e il flusso sanguigno all’interno del muscolo cardiaco. In genere il paziente viene fatto stendere su un lettino a petto nudo, in modo da permettere l’applicazione degli elettrodi sul petto. Dopo aver spalmato un apposito gel per facilitare la trasmissione degli ultrasuoni, il medico appoggia sul torace la sonda che emette le onde sonore. Gli ultrasuoni vengono quindi riflessi e il loro eco raccolto ed elaborato dalla strumentazione, che provvede infine ad elaborare i dati e a fornire un immagine in tempo reale e in movimento del cuore. L’esame dura all’incirca un quarto d’ora e non è rischioso né invasivo.

Ecocardiogramma da stress (Ecostress)

Si tratta di un particolare tipo di ecocardiogramma transtoracico: durante l’esame, infatti, il paziente deve svolgere un esercizio fisico (solitamente si tratta di pedalare sul cicloergometro o, in alternativa, di camminare sul tapis roulant). La procedura è semplice e faticosa, ma in genere non dolorosa. Dopo essere stato adeguatamente preparato (applicando gli elettrodi sul torace per monitorare e registrare continuamente l’elettrocardiogramma, collocando un bracciale per valutare l’andamento della pressione arteriosa e inserendo un’agocannula in una vena del braccio destro per l’eventuale somministrazione di farmaci in urgenza), il paziente viene invitato ad iniziare l’attività fisica. Ad intervalli di tempo stabiliti il personale aumenta la difficoltà dell’esercizio, in modo da incrementare progressivamente il carico di lavoro e quindi lo sforzo fisico. L’esercizio viene interrotto solo quando il cuore raggiunge la frequenza cardiaca richiesta: di conseguenza, la durata dell’esame non è fissa ma varia da paziente a paziente. Al contrario, se insorgono problemi particolari la procedura viene immediatamente interrotta: ciò accade, ad esempio, in caso di alterazioni ecocardiografiche/elettrocardiografiche o in presenza di sintomi quali dolore al petto, difficoltà a respirare, palpitazioni, sudorazione, mal di testa, sensazione di calore diffuso o di mancamento. L’esame, inoltre, viene interrotto anche in caso di eccessivo affaticamento del paziente.

Ecocardiogramma transesofageo

L’ecocardiogramma transesofageo è una metodica diagnostica che utilizza gli ultrasuoni prodotti da un’apposita sonda introdotta nell’esofago per studiare il cuore e il flusso sanguigno all’interno del muscolo cardiaco. La procedura è simile ad una gastroscopia. Dopo aver preparato adeguatamente il paziente (rimuovendo eventuali protesi dentarie, applicando un monitoraggio elettrocardiografico continuo e allestendo un accesso venoso periferico per somministrare farmaci in caso di necessità), il medico fa avanzare delicatamente la sonda attraverso la gola e l’esofago. Il paziente deve quindi sopportare per qualche minuto il disagio (la manovra risulta in alcuni casi alquanto fastidiosa, tanto da stimolare il riflesso del vomito o della tosse) collaborando nell’atto della deglutizione. Per rendere più confortevole l’esame, può essere consigliabile eseguire un’anestesia locale mediante un apposito spray, e in alcuni casi si rende necessaria la somministrazione di un ansiolitico o di un antispastico per via endovenosa. Una volta posizionata correttamente, la sonda dirige gli ultrasuoni verso le strutture da esaminare. Le onde sonore vengono riflesse e rifratte dalle strutture che incontrano e ritornano alla sonda sotto forma di segnali. Tali segnali vengono infine tradotti dall’ecografo in immagini in tempo reale del cuore. L’esame dura all’incirca una ventina di minuti, anche se il tempo di esecuzione varia molto in base al quesito diagnostico e alla collaborazione del paziente.

Ecocardiogramma transtoracico

L’ecocardiogramma è una metodica diagnostica che utilizza gli ultrasuoni prodotti da un’apposita sonda posta a contatto con il torace del paziente per studiare il cuore e il flusso sanguigno all’interno del muscolo cardiaco. La procedura è semplice e totalmente indolore. Per prima cosa il paziente viene fatto stendere su un lettino a petto nudo, e sul suo petto viene spalmato un apposito gel che ha il compito di facilitare la trasmissione degli ultrasuoni. A questo punto il medico appoggia sul torace la sonda in modo da dirigere gli ultrasuoni verso le strutture da esaminare. Le onde sonore vengono riflesse e rifratte dalle strutture che incontrano e ritornano alla sonda sotto forma di segnali. Tali segnali vengono infine tradotti dall’ecografo in immagini in tempo reale del cuore. L’esame dura all’incirca un quarto d’ora e non è rischioso né invasivo. A differenza delle radiazioni utilizzate in altre tecniche diagnostiche, infatti, gli ultrasuoni sono assolutamente innocui. Il paziente, inoltre, non può avvertirli.

Eco-color Doppler arterie renali

Si tratta di un esame non invasivo che permette di realizzare un’ecografia delle arterie che portano il sangue ai reni. La procedura prevede l’utilizzo di una sonda ad ultrasuoni, che viene ricoperta di gel e adagiata sull’addome del paziente ed inclinata in modo da seguire l’intero decorso delle arterie fino al punto in cui entrano nel rene. Le informazioni raccolte dalla sonda vengono quindi trasmesse ad uno schermo a colori, dove appare una visualizzazione grafica del flusso sanguigno. L’esame dura all’incirca un quarto d’ora e non provoca alcun dolore.

Eco-Color Doppler del fegato e del sistema portale

Si tratta di un esame non invasivo che permette di realizzare un’ecografia della vena porta (il vaso che conduce il sangue dall’apparato digerente al fegato) e delle arterie deputate al trasporto del sangue al fegato. La procedura prevede l’utilizzo di una sonda ad ultrasuoni, che viene fatta scorrere sull’addome del paziente in corrispondenza delle vie sanguigne che si intende analizzare. Le informazioni raccolte dalla sonda vengono quindi trasmesse ad uno schermo a colori, dove appare una visualizzazione grafica del flusso sanguigno. L’esame dura all’incirca una ventina di minuti e non provoca alcun dolore.

Back to top