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Visite ed esami

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Consulenze di psicologia clinica

Si tratta di consulenze con lo psicologo che possono essere richieste ed eseguite durante tutto il percorso di PMA volte a dare un supporto psicologico alla coppia che esegue un ciclo di PMA . I percorsi di sostegno psicologico possono essere sia individuali sia di coppia, a seconda delle esigenze specifiche del momento

Conta piastrinica con citrato

Come suggerito anche dal nome, la conta piastrinica è un esame di laboratorio che permette di determinare il numero di piastrine presenti nel sangue. Le piastrine sono piccolissimi frammenti cellulari che vengono prodotti nel midollo osseo (il tessuto spugnoso contenuto all’interno di alcune ossa del nostro corpo) e che rivestono un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue. Dal punto di vista del paziente, il test è identico ad un normale prelievo ematico. Dopo aver accuratamente disinfettato la zona della cute indicata per la procedura, infatti, il personale medico provvede ad inserire l’ago per il prelievo in una vena estraendo alcune provette di sangue. Tali campioni vengono successivamente inviati in laboratorio impiegando delle piastrine in citrato, un particolare tipo di anticoagulante. Al pari di un comune esame del sangue, il prelievo può essere fastidioso o provocare disagio nei pazienti particolarmente sensibili all’impiego di aghi. In ogni caso la procedura non è dolorosa e dura pochi minuti.

Coronarografia

Si tratta di un esame radiologico che permette di valutare il funzionamento delle coronarie, le arterie che portano il sangue al cuore. La procedura è tanto semplice quanto invasiva e delicata. L’esame, infatti, prevede di inserire un catetere nei vasi sanguigni (di solito l’incisione avviene a livello femorale o inguinale) e di guidarlo delicatamente fino a raggiungere le coronarie. Attraverso questo tubicino viene poi iniettato un liquido visibile ai raggi X, mezzo di contrasto che permette di effettuare in tempo reale una radiografia. Grazie ad un apposito strumento, infatti, le immagini vengono direttamente su uno schermo presente in sala operatoria.

Curva da carico di glucosio

La curva da carico di glucosio (OGTT, dall’inglese Oral Glucose Tolerance Test) indica la misurazione della concentrazione di glucosio nel sangue. La procedura è semplice ma piuttosto lunga, e consiste di fatto in una serie di prelievi di sangue. Dopo un primo prelievo, eseguito a digiuno, il paziente deve assumere 75 grammi di glucosio disciolto in acqua. Per le ore successive, poi, è invitato a rimanere seduto, senza fumare o mangiare e limitando il più possibile i contatti stressanti (in quanto lo stress emozionale può alterare i risultati). A distanza di 120 minuti dalla somministrazione del glucosio, lo staff medico provvede quindi ad eseguire un nuovo prelievo per misurare la glicemia (ossia la concentrazione di glucosio nel sangue). Per le donne in gravidanza la procedura è identica, ma vengono eseguiti due prelievi a distanza di 60 e 120 minuti. L’esame non è doloroso, ma i pazienti spaventati da aghi e particolarmente sensibili ai prelievi del sangue possono avvertire una sensazione di disagio. Inoltre si possono manifestare anche nausea e vomito, specie nelle donne in gravidanza.

Densitometria ossea

La densitometria è un esame radiologico che consente di misurare la densità minerale ossea, un parametro molto importante per valutare le condizioni dello scheletro corporeo. Diverse patologie – su tutte l’osteoporosi – provocano infatti una riduzione del contenuto minerale delle ossa, compromettendone la solidità. L’esame si propone quindi di rilevare la quantità di calcio attraverso l’impiego di una piccola dose di raggi X. La procedura è simile a quella di una normale radiografia. Il paziente viene invitato a distendersi sul lettino e ad assumere la posizione più adatta ad evidenziare il segmento osseo oggetto dell’esame, che viene quindi scansionato con un’apparecchiatura radiografica. La densitometria è in genere indolore e richiede dai 10 ai 15 minuti per essere completata.

Dosaggio dei marcatori tumorali

Con il termine “marcatori tumorali” si indica una serie di sostanze biologiche che circolano nel sangue. Tali sostanze (nella maggior parte dei casi si tratta di proteine) vengono prodotte anche in condizioni normali dalle cellule del nostro corpo, ma un aumento repentino della loro concentrazione può essere causato dallo sviluppo di un tumore. Alcuni marcatori, in particolare, sono prodotti esclusivamente dalle cellule di un determinato organo, e possono quindi suggerire la presenza di un tumore in quella determinata struttura del corpo. Il più famoso, ad esempio, è il PSA (prostate specific antigen), antigene prodotto dalla prostata, ma nell’elenco rientrano anche il CA 125 (prodotto dalle ovaie) e il CEA (antigene carcino-embrionario) Il dosaggio dei marcatori tumorali consiste in un semplice prelievo di sangue. Il campione così raccolto viene poi analizzato in laboratorio.

Drenaggio percutaneo

Si tratta di una procedura medica che prevede il posizionamento, sotto guida ecografica o Tac, di drenaggi di diverso diametro all’interno di versamenti fluidi o raccolte che possono formarsi in qualsiasi distretto corporeo. Dopo aver localizzato la raccolta o il versamento mediante una Tac o un’ecografia, viene scelto il punto cutaneo più idoneo attraverso cui posizionare il drenaggio: in tale punto viene iniettato l’anestetico locale. Il drenaggio può essere eseguito mediante tre tecniche diverse (diretta, “tandem” e “Seldinger”). Come regola generale, in ogni caso, va tenuto conto che l’aspirazione di solito precede il posizionamento del catetere al fine di valutare il contenuto della raccolta e scegliere di conseguenza il drenaggio più adatto. Nonostante l’anestesia locale, durante la procedura si può avvertire dolore, dovuto all’avanzamento in sede profonda del catetere di drenaggio. Una sensazione di fastidio può persistere per alcune ore o giorni, e in genere si manifesta sotto forma di dolori di entità lieve o moderata controllabili con l’assunzione di antidolorifici.

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