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Trattamenti

Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

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Commissurotomia

Questo intervento consiste nella separazione dei lembi di una valvola aortica stenotica. La procedura prevede l’incisione dell’aorta a cuore aperto e quindi la sezione dei lembi della valvola fusi tra loro. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e si utilizza la circolazione extracorporea, una tecnica che consiste nel far passare il sangue proveniente dalle vene in un ossigenatore prima di immetterlo nuovamente nelle arterie. In sostanza questa macchina consente di bypassare il cuore e i polmoni e di fatto sostituisce le loro funzioni, permettendo quindi di portare a termine tutte le operazioni a cuore aperto.

Conizzazione

La conizzazione consiste in un piccolo intervento di chirurgia vaginale, eseguibile anche in regime ambulatoriale. Nel corso di tale operazione, i medici asportano una piccola parte della cervice, in modo da rimuovere le lesioni presenti nel collo dell’utero. Solitamente la porzione di tessuti da asportare è a forma di cono (da cui il termine “conizzazione”). L’intervento può essere eseguito con tre distinte tecniche chirurgiche. Nella maggior parte dei casi si usa un’ansa diatermica, speciale dispositivo dotato di un sottile filo metallico di forma semicircolare che funziona come un elettrodo. Tale strumento, infatti, si avvale della corrente elettrica per tagliare il tessuto e coagulare, e presenta un rischio emorragico più contenuto. In alternativa, si può procedere anche con il laser, attraverso una procedura eseguibile sia in regime ambulatoriale che di Day Surgery e che prevede l’anestesia locale. Più raramente, infine, i medici procedono con un’asportazione tradizionale, ossia utilizzando direttamente un bisturi a lama fredda. Quest’ultima metodologia richiede il ricovero della paziente e l’anestesia (che può essere sia locale che generale), e oggigiorno è utilizzata solo in alcuni casi particolari. Qualunque sia la procedura scelta, comunque, l’operazione mantiene alcune caratteristiche comuni. In tutti e tre i casi, infatti, la fase di preparazione dell’intervento prevede l’inserimento di un piccolo tubicino (cannula) in una vena del braccio, a scopo precauzionale. Inoltre la paziente viene sempre fatta accomodare sul lettino in posizione ginecologica, e la sua vagina viene dilatata inserendo uno speculum specifico. La procedura in genere dura pochi minuti e, una volta asportato, il tessuto cervicale viene inviato in laboratorio per un’analisi istologica.

Conteggio dei carboidrati

Il conteggio dei carboidrati è un metodo di pianificazione alimentare che permette ai pazienti diabetici di determinare la dose di insulina necessaria dopo ogni pasto. In sostanza al paziente viene chiesto di monitorare per una settimana la sua dieta, annotando gli alimenti e la quantità di carboidrati ingeriti, l’orario di somministrazione, il tipo e le dosi di insulina, i valori della glicemia prima e dopo i pasti e l’eventuale attività fisica svolta. Una volta completato il periodo di osservazione, i dati vengono quindi analizzati dallo specialista in modo da individuare eventuali anomalie ed interpretare il comportamento della glicemia. Il metodo si compone di quattro passaggi principali: Imparare a conoscere i carboidrati. I carboidrati (CHO) rappresentano la prima fonte di energia per il corpo umano. Da queste sostanze, infatti, l'organismo ricava il glucosio, e proprio per questo motivo sono le principali responsabili dell'effetto glicemico di un pasto.  I carboidrati sono presenti in tantissimi alimenti. Si trovano infatti nel pane e nella pasta, nei legumi, nei cereali e nei prodotti da forno, nei dolci, nel latte e derivati e nelle bibite. Le verdure contengono in misura ridotta queste sostanze (ad eccezione delle patate), mentre nella frutta è presente in quantità uno zucchero, il fruttosio.    Calcolare i carboidrati assunti in un pasto. Ognuno degli alimenti appena elencati contiene una quantità diversa di carboidrati, che in genere è indicata sulle confezioni del prodotto. Molte etichette, infatti, specificano quanti grammi di carboidrati sono presenti in 100 grammi di alimento, e in alcuni casi si può trovare anche la quantità di CHO per porzione d'uso. Partendo da questi dati è possibile calcolare la quantità di carboidrati presenti in ogni pasto. Per fare ciò è necessario pesare la quantità di alimento che si intende consumare ed eseguire la seguente operazione:  Carboidrati CHO = (Peso Alimento X Quantità di CHO in 100 g)/100 La quantità di carboidrati stimata per il pasto si ottiene perciò moltiplicando il peso dell'alimento per la quantità di CHO presenti in 100 grammi, e poi dividendo tale risultato per 100. A tale stima vanno poi aggiunti i carboirdati contenuti in eventuali condimenti. Ovviamente è necessario ripetere questa operazione solo per gli alimentiche contengono carboidrati, e solo quando la quantità di CHO è superiore a 5 grammi. È importante ricordare che gli alimenti vanno pesati crudi e senza scarto. §   Monitorare il rapporto insulina/carboidrati. Il passaggio successivo consiste nell'adeguare le dosi di insulina alla quantità di carboidrati ingerita. Per compiere questo passaggio, però, è fondamentale conoscere il rapportro tra carboidrati e insulina, ossia capire quanti grammi di carboidrati sono metabolizzati da una singola unità di insulina. Si tratta di un rapporto individuale, che varia da paziente a paziente a seconda di diverse variabili e che deve essere stabilito empiricamente attraverso un periodo di monitoraggio.  Il paziente per una settimana deve annotare sul foglio di registrazione fornito dallo specialista l'orario di tutti i pasti e spuntini, gli alimenti e la quantità di carboidrati ingerita, l'orario di somministrazione, il tipo e le dosi di insulina, i valori della glicemia prima e dopo il pasto, il tipo, la durata e l'intensità dell'attività fisica ed eventuali altri eventi particolari. Una volta completata la settimana di monitoraggio i dati vengono quindi analizzati da un dietologo, al quale spetta il compito di evidenziare la relazione tra glicemia, alimentazione, terapia e attività fisica. In base ai risultati di questo studio, lo specialista può quindi individuare l'esatto rapporto tra carboidrati e insulina.    Calcolare la dose di insulina. A questo punto il paziente ha in mano tutti i dati necessari per adeguare la dose di insulina alla quantità di carboidrati assunti durante il pasto. La formula da utilizzare è piuttosto intuitiva:  Dosi insulina = Quantità CHO assunta / rapporto carboidrati insulina Il numero di dosi viene quindi calcolato dividendo la quantità di carboidrati stimata per il pasto con il proprio rapporto carboidrati insulina   

Corpoplastica di raddrizzamento

La corpoplastica è un intervento di raddrizzamento del pene, necessario a correggere la curvatura del genitale maschile visibile durante l’erezione. Le tecniche chirurgiche che permettono di raggiungere questo scopo sono diverse, ma tutte prevedono di accorciare il lato convesso dei corpi cavernosi in anestesia locale o generale. Per prima cosa si pratica un’incisione nella cute del pene, dopodiché si provoca l’erezione dell’asta attraverso l’iniezione di alcuni farmaci. Una volta che il pene ha raggiunto la massima erezione, si procede con l’identificazione del punto di massima curvatura sul lato convesso e con l’intervento sui copri cavernosi in modo da raddrizzare l’asta.

Crioconservazione degli ovociti

La crioconservazione degli ovociti è una tecnica che consiste nel congelamento degli ovociti per preservarne la possibilità di utilizzo futuro. Questo trattamento è particolarmente utile per le donne che affrontano trattamenti medici che potrebbero compromettere la loro capacità di concepire, come la chemioterapia o la radioterapia (preservazione della fertilità).Procedura:Stimolazione ovarica controllataLa procedura inizia con la stimolazione ovarica, durante la quale la donna si autosomministra per via sottocutanea farmaci ormonali (gonadotropine) per stimolare le ovaie a produrre più ovociti. L’obiettivo è raccogliere un numero sufficiente di ovociti maturi per garantire una buona percentuale di successo durante la fecondazione.La stimolazione dura generalmente circa 10-14 giorni, durante i quali la donna viene monitorata mediante ecografie seriate e analisi ormonali (dosaggio dell’estradiolo nel sangue) per valutare la risposta ovarica.Pick-up ovocitario (agoaspirazione follicolare ecoguidata per via transvaginale)Intervento chirurgico poco invasivo che prevede l’inserimento di un ago che attraversoa la parete vaginale e raggiunge i follicoli ovarici, da cui viene aspirato il liquido follicolare contenente gli ovociti.Congelamento degli ovocitiGli ovociti raccolti vengono esaminati in laboratorio per verificarne la qualità. Successivamente, se idonei, vengono congelati a temperatura estremamente bassa, utilizzando una procedura chiamata vitrificazione. La vitrificazione permette di congelare rapidamente gli ovociti, evitando la formazione di cristalli di ghiaccio che potrebbero danneggiarli.Conservazione a lungo termineGli ovociti congelati vengono conservati in azoto liquido a temperature molto basse (-196°C), in speciali contenitori criogenici, per un periodo di tempo indefinito. Possono essere conservati per anni, permettendo alla donna di utilizzare gli ovociti congelati in un momento futuro per cercare di ottenere una gravidanza.FAQ - Domande frequenti   

Crioconservazione degli spermatozoi

La crioconservazione degli spermatozoi è una tecnica di preservazione della fertilità maschile che consente di congelare gli spermatozoi per un uso futuro. Questo trattamento è riservato esclusivamente ai pazienti oncologici che devono sottoporsi a chemioterapia e/o radioterapia o interventi di chirurgia genitale (ad esempio resezione di un tumore testicolare) oppure ai pazienti affetti da malattie autoimmuni o altri disturbi che possono danneggiare la produzione di spermatozoi (ad es. il varicocele).La procedura prevede:Raccolta del campione seminaleLa procedura inizia con la raccolta del campione di sperma, che avviene generalmente mediante masturbazione. In alcuni casi, in caso di difficoltà nella raccolta, possono essere utilizzate altre modalità, come il prelievo chirurgico tramite aspirazione testicolare (TESE) o aspirazione epididimale (MESA), nei casi in cui non vi siano spermatozoi nell’eiaculato.Analisi del campione seminale (spermiogramma)Il campione viene analizzato in laboratorio per valutarne la qualità (quantità, motilità e morfologia degli spermatozoi). Questo passaggio è fondamentale per determinare se il campione è adatto per la crioconservazione.Congelamento degli spermatozoiGli spermatozoi vengono poi preparati per il congelamento. Durante questo processo, viene aggiunta una soluzione crioprotettiva che aiuta a proteggere le cellule spermatiche dal danneggiamento dovuto alla formazione di cristalli di ghiaccio durante il congelamento. Il campione viene successivamente congelato in azoto liquido a -196°C, usando il metodo della vitrificazione (congelamento rapido), che riduce il rischio di danni agli spermatozoi.Conservazione a lungo termineIl campione congelato viene conservato in contenitori speciali di azoto liquido, che permettono una conservazione a lungo termine degli spermatozoi.FAQ - Domande frequenti 

Crioconservazione del tessuto ovarico

La crioconservazione del tessuto ovarico è una tecnica di preservazione della fertilità che prevede il prelievo chirurgico e la conservazione di una porzione di tessuto ovarico contenente follicoli. E' indicata principalmente nelle pazienti a rischio di insufficienza ovarica conseguente a trattamenti gonadotossici, in particolare in ambito oncologico. E' il trattamento elettivo nelle pazienti prebuberi in cui non è possibile eseguire nessun'altra procedura per preservare la fertilità. Può essere effettuata in qualsiasi momento del ciclo mestruale, evitando ritardi nell'inizio delle terapie gonadotossiche. Il tessuto ovarico viene conservato mediante procedure specifiche per un eventuale utilizzo futuro. Al termine dei trattamenti medici, in casi selezionati, il tessuto può essere reimpiantato. Il reimpianto può consentire sia il recupero temporale della funzione endocrina-ovarica, sia della follicolo genesi. Può inoltre offrire la possibilità di gravidanza spontanea o mediante tecniche di PMA. Come viene eseguito il prelievo del tessuto?Il tessuto ovarico, di una o di entrambe le ovaie, viene prelevato mediante biopsia per via laparoscopica, prima dell'inizio delle terapie antitumorali e viene crioconservato in azoto liquido. Come viene eseguito il reimpianto del tessuto?Alla remissione della malattia, il tessuto ovarico viene scongelato e può essere reimpiantato nella paziente, sull’ovaio, dove è stato effettuato il prelievo (reimpianto ortotopico), permettendo il ripristino della funzione ormonale/riproduttiva, la ripresa del ciclo mestruale e il concepimento naturale oppure può essere reimpiantato in siti molto vascolarizzati, come il sottocute dell'addome (reimpianto eterotopico), permettendo il ripristino della funzione ormonale ovarica. La percentuale di ripresa della funzionalità ovarica dopo reimpianto ortotopico ed eterotopico è del 90-100% e la percentuale di bambini nati nel mondo è intorno al 40%.FAQ - Domande frequenti

Decompressione del nervo mediano

Si tratta di una delle procedure chirurgiche più utilizzate per il trattamento della sindrome del tunnel carpale. L’operazione prevede infatti la sezione del legamento carpale (situato a livello del polso), un risultato che può essere ottenuto sia con la tecnica a cielo aperto (ossia con un’incisione di diverse centimetri che di fatto “apre” la pelle) sia in artroscopia (ovvero attraverso un’incisione di pochi centimetri). Entrambe le modalità d’intervento vengono eseguite in anestesia locale e durano all’incirca una ventina di minuti

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