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Trattamenti

Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

169 Risultati
Termoablazione con microonde

Questa tecnica chirurgica viene utilizzata per trattare alcuni tumori del fegato e dei reni che non possono essere sottoposti a resezione chirurgica o operati diversamente. Di fatto, consiste nella bruciatura delle cellule tumorali, ottenuta grazie al calore indotto con le microonde. La procedura, eseguita sotto guida ecografica e in anestesia locale o totale, prevede infatti l’inserimento di un apposito ago collegato ad un generatore di microonde, in grado di aumentare la temperatura all’interno del tumore fino a 100°C. La durata del trattamento è variabile e dipende dal numero di noduli da trattare: in genere, comunque, la preparazione dura circa mezz’ora, mentre la procedura vera e propria non richiede più di 12 minuti a ciclo.

Termoablazione con radiofrequenza

Questa tecnica chirurgica viene utilizzata per trattare alcuni tumori del fegato e dei reni che non possono essere sottoposti a resezione chirurgica o operati diversamente. Di fatto, consiste nella bruciatura delle cellule tumorali, ottenuta grazie al calore indotto con le onde di radiofrequenza. La procedura, eseguita sotto guida ecografica e in anestesia locale o totale, prevede infatti l’inserimento di un apposito ago collegato ad un generatore di onde elettromagnetiche, in grado di aumentare la temperatura all’interno del tumore fino a 100°C. La durata del trattamento è variabile e dipende dal numero di noduli da trattare: in genere, comunque, la preparazione dura circa mezz’ora, mentre la procedura vera e propria non richiede più di 12 minuti a ciclo.

Termoablazione mediante radiofrequenza (RFA) dei noduli e dei microcarcinomi della tiroide

È una tecnica minimamente invasiva utilizzata per ridurre di dimensioni noduli benigni della tiroide e microcarcinomi della tiroide. Tale manovra viene eseguita in regime di ricovero Day Hospital UO Otorinolaringoiatria.  Per poter eseguire tale procedura, il medico deve valutare diversi parametri (volume e posizione del nodulo, crescita, etc) e, comunque, occorrono due agoaspirati negativi del nodulo eseguiti almeno a 6 mesi di distanza. Consiste nell’introdurre un ago sotto guida ecografica, come per l’agoaspirato, nel nodulo da trattare. Una volta raggiunto il punto più adatto, la punta dell’ago viene scaldata e brucia piano piano il nodulo. È dolorosa? All’inizio della procedura, verrà somministrato sia un anestetico locale che un sedativo. Inoltre, nel corso  della manovra verranno somministrate terapie farmacologiche al fine di ridurre l’infiammazione ed il dolore. Quanto dura? La preparazione richiede circa mezz’ora, mentre la procedura circa 15-20 minuti. Il tempo impiegato può variare e dipende molto dalla Sua collaborazione. Quali sono le complicanze? Anche se rare, la termoablazione può comportare complicanze che riguardano la tiroide e/o le strutture ad essa vicine. Tra le complicanze maggiori si possono verificare modifiche della voce, per paralisi transitoria del nervo ricorrente, rottura del nodulo con formazione di ascesso. Tra le complicanze minori, si segnalano la formazione di ematoma, vomito, ustione della cute. Potrà discutere più approfonditamente delle possibili complicanze con il medico nel corso delle visita preliminare.

TESE

La TESE è una tecnica chirurgica che consiste nel recupero di un parte degli spermatozoi prodotti dai testicoli. In sostanza si tratta di una biopsia, ossia di un prelievo di un piccolo frammento del tessuto testicolare. Il trattamento in laboratorio di questo frammento permette poi di isolare e conservare una quantità di spermatozoi sufficiente per un tentativo di fecondazione assistita. In genere la procedura viene effettuata in anestesia locale o loco regionale, ma in alcuni casi è necessario ricorrere alla sedazione profonda. Il chirurgo incide lo scroto (la “sacca” in cui sono contenuti i testicoli) e provvede a prelevare una piccola porzione di tessuto. Il frammento viene quindi processato da un biologo in modo da individuare e ricavare i gameti maschili.

Tiroidectomia

È un intervento chirurgico che consiste nella rimozione parziale o totale della tiroide, piccola ghiandola localizzata nel collo che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo corporeo. L’asportazione può essere portata a termine attraverso diverse tecniche chirurgiche, a seconda delle esigenze e delle condizioni di salute del paziente. La tiroidectomia, infatti, può essere eseguita sia con un approccio chirurgico tradizionale (ossia eseguendo un’incisione ampia e lavorando direttamente sulla tiroide) sia con un approccio mini invasivo (MIVAT) che prevede l’apertura di una piccola incisione sul collo per l’inserimento dell’endoscopio, apposito dispositivo dotato anche di telecamera. In entrambi i casi il paziente viene sedato.

Toracentesi ecoguidata

Si tratta di una procedura a cui si ricorre per drenare il liquido o il gas in eccesso presente nella cavità pleurica, lo spazio compreso tra i due foglietti di pleura (membrana che avvolge i polmoni). È un trattamento semplice e piuttosto veloce, dato che raramente richiede più di un quarto d’ora. Dopo aver adeguatamente preparato il paziente, infatti, lo staff medico provvede ad inserire nella schiena un apposito ago in modo da raggiungere la cavità pleurica. Tale procedura avviene sotto guida ecografica e in regime di anestesia locale. Il liquido in eccesso viene quindi estratto attraverso una siringa e, in alcuni casi, inviato in laboratorio per le analisi.

Trabulectomia

La trabulectomia è l’intervento chirurgico più comune per contrastare i danni provocati dal Glaucoma. Questa operazione, infatti, ha l’obiettivo di creare una via alternativa per il deflusso dell’umore acqueo, in modo da abbassare la pressione interna dell’occhio. In particolare, la Trabulectomia prevede di creare un piccolo "canale di scarico" sotto la congiuntiva, in una zona normalmente coperta dalla palpebra superiore.

Trabulectomia Laser Selettiva

La Trabulectomia Laser Selettiva è un intervento chirurgico che punta a contrastare i danni provocati dal Glaucoma. Questa operazione, in particolare, agisce sul trabecolato, la zona dell’occhio dove di solito si forma l’ostacolo che poi impedisce il deflusso dell’umore acqueo. L’azione del laser ha l’obiettivo di allargare le maglie del trabecolato, in modo da ripristinare il deflusso e abbassare di conseguenza la pressione interna dell’occhio. Solitamente l’intervento dura pochi minuti ed è totalmente indolore.

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