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Trattamenti

Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

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Fototerapia

L’uso dei raggi ultravioletti a scopo terapeutico. Esistono due diversi tipi di raggi UV impiegabili: UVA ed UVB

Frenuloplastica

La frenuloplastica è un intervento chirurgica che consiste nel rimodellamento e nell’allungamento del frenulo, il sottile lembo di pelle che collega il glande al prepuzio. L’operazione in genere viene svolta in regime di day hospital e in anestesia locale o loco regionale, anche se talvolta è necessario ricorrere alla sedazione profonda (e quindi ad una degenza più lunga). Dopo aver svolto le necessarie procedure di preparazione, provvede a tagliare a incidere il frenulo e a rimodellarlo, cercando di renderlo più lungo. Nel corso dell’intervento possono essere applicate alcuni punti di sutura, in modo da favorire la rimarginazione delle incisioni chirurgiche. Al termine dell’operazione, che può durare dai 15 ai 30 minuti, il pene viene bendato.

Frenulotomia

La frenulotomia è un intervento chirurgico che consiste nell’incisione del frenulo, il sottile lembo di pelle che collega il glande al prepuzio. L’operazione in genere viene svolta in regime di day hospital (ossia non prevede un ricovero notturno) e in anestesia locale, ed è piuttosto veloce. Dopo aver svolto le necessarie procedure di preparazione, infatti, il chirurgo provvede a tagliare il frenulo, liberando così il glande e aggiustando la curvatura del pene.

Gastrectomia

La gastrectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione dello stomaco. Si parla di gastrectomia totale quando lo stomaco viene asportato completamente, mentre di gastrectomia parziale quando la resezione interessa solo la parte inferiore dell’organo. L’operazione, che avviene in regime di anestesia generale e dura anche diverse ore, può essere eseguita con il metodo tradizionale o mediante laparoscopia. Nel primo caso i chirurghi praticano un’incisione di diversi centimetri a livello dell’addome, estraendo lo stomaco seguendo la cosiddetta tecnica “a cielo aperto”. L’intervento in laparoscopia, invece, risulta di gran lunga meno invasivo poiché le incisioni praticate sul paziente sono di dimensioni decisamente più contenute, e servono unicamente ad introdurre la strumentazione necessaria. In entrambi i casi la gastrectomia può prevedere anche la rimozione dei tessuti limitrofi interessati dalla malattia e deve necessariamente essere completata con il ripristino della continuità dell’apparato digerente. La rimozione totale dello stomaco, infatti, richiede la connessione dell’esofago al piccolo intestino, mentre la gastrectomia parziale prevede la congiunzione della parte superiore dello stomaco con l’intestino tenue.

Impianto di contropulsatore aortico

Il contropulsatore aortico è un supporto meccanico per il ventricolo sinistro del cuore, che viene impiantato nell’aorta per aumentare la portata cardiaca e quindi ripristinare il corretto flusso sanguigno. Tecnicamente il dispositivo si compone di un catetere con palloncino, che viene inserito nell’arteria femorale e condotto fino all’aorta discendente (il vaso che porta il sangue a gran parte dell’organismo). A questo punto il catetere viene collegato ad una consolle esterna che consente di gonfiare e sgonfiare il palloncino in modo sincrono con l’attività cardiaca.

Impianto di filtro cavale

I filtri cavali sono dispositivi meccanici formati da maglie metalliche che servono a impedire ad eventuali emboli provenienti dagli arti inferiori di raggiungere l’arteria polmonare. Tali strumenti, che possono essere rimovibili o non rimovibili, vengono inseriti nella vena femorale o in quella giugulare interna e poi condotti con un catetere fino alla vena cava inferiore.

Impianto di protesi peniena

La protesi peniena è un dispositivo medico che viene impiantato chirurgicamente nei soggetti affetti da grave deficit erettile. Quest’operazione, infatti, viene considerata l’ultima soluzione in pazienti che non rispondono in modo soddisfacente a nessun’altra terapia. Esistono diversi tipi di protesi peniene, distinte in due categorie principali: malleabili e idrauliche. Le prime consistono in una coppia di cilindri di vario materiale che conferiscono al pene uno stato di rigidità parziale o permanente sufficiente ad avere un rapporto sessuale. A seconda della loro consistenza e rigidità, possono distinguersi in malleabili (caratterizzata da maggiore consistenza ma anche da uno scarso comfort per il paziente, in quanto il pene rimane in pratica sempre eretto) e soffici, realizzate cioè in silicone morbido che consente al pene di assumere a riposo una posizione più naturale. Le protesi idrauliche, invece, sono dei dispositivi più complessi. I cilindri, in questo caso, sono cavi e collegati attraverso dei tubicini ad un serbatoio che contiene dell’acqua sterile e ad una pompa, posizionata all’interno dello scroto. Ogni volta che desidera avere un’erezione, il paziente può premere il tasto della pompa e azionare così il meccanismo: l’acqua passerà dal serbatoio ai cilindri, aumentando così il volume del pene. Una volta concluso l’atto sessuale, il pene può tornare a riposo facendo nuovamente defluire l’acqua nel serbatoio. L’intervento viene eseguite in anestesia generale e locale e consiste sostanzialmente nell’impianto dei cilindri all’interno dei corpi cavernosi (nel caso di protesi idrauliche l’intervento è molto più complesso, perché prevede di inserire tutte le componenti del macchinario nella sacca scrotale). L’intera procedura dura all’incirca un’ora e mezza – due ore. La protesi non modifica la sensibilità del pene (le vie nervose infatti non vengono interessate) né il piacere provato durante l’atto sessuale. Inoltre la protesi non ostacola l’eiaculazione e la funzione urinaria non è visibile in fase di erezione (ad eccezione delle protesi malleabili, che pur non alterando la forma del pene lo mantengono in costante erezione).

Induzione del travaglio di parto

L’induzione del travaglio di parto (o parto indotto) è un trattamento impiegato per avviare il travaglio quando non inizia spontaneamente o in condizioni di particolari necessità. Consiste nella somministrazione di farmaci o nell’impiego di manovre volte a dilatare il collo dell’utero e a stimolare la comparsa di contrazioni.  Esistono più modalità per indurre il travaglio di parto: la scelta dell’opzione migliore dipende dal quadro clinico generale.  Se il collo dell’utero è già dilatato e disteso, ad esempio, la metodica più efficace consiste nella rottura delle membrane (che si ottiene mediante una semplice visita ostetrica) e nella somministrazione per via endovenosa del farmaco ossitocina.  In caso contrario (mancata dilatazione) è necessario preparare preliminarmente il collo dell’utero mediante la somministrazione di farmaci o l’impiego di mezzi meccanici come il catetere di Foley (un catetere sottile dottato di palloncino che viene inserito attraverso il canale cervicale per poi essere gonfiato) o di candelette che si dilatano lentamente.  In genere tutte queste soluzioni risultano lievemente o per nulla fastidiose. L’induzione rappresenta in ogni caso un processo lento: dal trattamento all’effettivo inizio del travaglio possono passare diverse ore o anche un paio di giorni. Nell’esperienza del nostro ospedale, l’induzione del travaglio di parto ha successo e conduce a un parto vaginale nel 90% dei casi. Per il restante 10% delle pazienti si rende invece necessario un taglio cesareo.   

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