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Trattamenti

Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

163 Risultati
Intervento chirurgico per instabilità della spalla

L’instabilità della spalla provoca episodi di lussazione spontanea oppure sensazione di fuoriuscita della spalla e/o dolore alla spalle e al braccio durante alcuni movimenti. L’intervento chirurgico in genere si rende necessario se le terapie mediche e riabilitative non portano a un completo recupero della mobilità e della forza del braccio o ad un’attenuazione del dolore, e consiste nella riparazione delle lesioni con la sutura e/o con la reinserzione dei legamenti sull’osso.

Intervento chirurgico per lesione della cuffia dei rotatori

Le infiammazioni e lesioni dei tendini che formano la cuffia dei rotatori provocano dolore alla spalla e al braccio, e in alcuni casi limitano la mobilità e la forza dell’arto. L’intervento chirurgico in genere si rende necessario se le terapie mediche e riabilitative non risultano in grado di raggiungere alcun miglioramento, e può essere eseguito con tecnica tradizionale a cielo aperto o con tecnica artroscopica (che si avvale di speciali microscopi e permette di non aprire chirurgicamente la spalla). In entrambi i casi l’operazione viene eseguita in anestesia locale e consiste di fatto nella riparazione delle lesioni tramite suture e/o reinsezione dei tendini sull’osso.

Intervento di Fontan o Connessione Cavo-polmonare Totale

L’intervento di Fontan è una complessa procedura chirurgica eseguita per palliare alcune gravi malformazioni cardiache congenite accomunate dalla presenza di un’unica camera ventricolare funzionante e, quindi, dall’incapacità del cuore di pompare adeguatamente il sangue ai polmoni e al corpo.  Ideata alla fine degli anni ’70 da Francis Fontan e poi estesamente modificata a più riprese, l’operazione viene realizzata in tappe successive attraverso diversi interventi chirurgici eseguiti tra il periodo neonatale e i cinque/otto anni di età.  Il risultato finale prevede la connessione diretta della vena cava superiore e della vena cava inferiore alle arterie polmonari senza l’interposizione di una camera ventricolare: in questo modo il sangue povero di ossigeno raggiunge i polmoni senza passare dal cuore, mentre l’unica camera ventricolare riceve sangue ossigenato dai polmoni e lo pompa in aorta. Tale peculiare assetto cardiocircolatorio prende il nome di “circolazione di Fontan”.  In Italia si stima che vi siano circa 4.000 persone con circolazione di Fontan. L’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola ne segue attivamente circa 250 e rappresenta uno dei centri di riferimento a livello nazionale e internazionale.

Intervento di Ross

L’Intervento di Ross consiste in una sorta di doppia sostituzione della valvola aortica e di quella polmonare, due strutture che regolano il passaggio del sangue rispettivamente dal ventricolo sinistro all’aorta e dal ventricolo destro all’arteria polmonare. Si tratta di un intervento particolarmente delicato che viene effettuato in regime di circolazione extracorporea e a cuore fermo. La procedura è piuttosto complessa, in quanto prevede la sostituzione della valvola aortica danneggiata con la valvola polmonare dello stesso paziente e, contemporaneamente, la ricostruzione della via di efflusso destro con una valvola polmonare da un donatore o con una protesi biologica.

Isterectomia

L'isterectomia è una procedura chirurgica che prevede la rimozione dell'utero, tale intervento può essere associato alla rimozione di altre strutture come le salpingi e le ovaie, ma ciò dipende dalle circostanze specifiche e dalle necessità mediche della paziente. L’isterectomia radicale è un particolare tipo di isterectomia che prevede l’asportazione del parametrio, un tessuto che si trova intorno alla cervice uterina.L'isterectomia può essere eseguita attraverso un'incisione nell'addome (laparotomia), per via vaginale (isterectomia vaginale), utilizzando strumenti chirurgici inseriti attraverso piccole incisioni addominali (laparoscopica) o con una tecnica laparoscopica a cui si associa l’utilizzo di un robot (robot assistita). La scelta dell’approccio chirurgico dipende dall’indicazione all’isterectomia e quindi dalla patologia che da trattare ma anche dalle caratteristiche individuali della paziente (patologie coesistenti, pregressa chirurgia addominale).  L’isterectomia radicale può rendersi necessaria nella terapia del tumore del collo dell’utero. I dati più recenti della letteratura scientifica consigliano di eseguire questo intervento per via laparotomica. L’intervento viene effettuato in anestesia generale. La durata di questa procedura è di circa 2 ore. 

Isterectomia radicale

L’isterectomia radicale è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione dell’utero e della cervice uterina. Nella maggior parte dei casi vengono rimossi anche gli annessi (tube e ovaie) e i linfonodi pelvici. Presso il Policlinico di Sant’Orsola tale operazione viene eseguita per via addominale, ossia lavorando sull’addome della paziente. Nel corso degli anni le innovazioni tecnologiche hanno permesso di sviluppare diverse tecniche per eseguire questa operazione. • Isterectomia radicale a cielo aperto (o laparotomica). Si tratta della via tradizionale e, oggigiorno, meno utilizzata, in quanto particolarmente invasiva. In questo caso, infatti, l’asportazione degli organi genitali viene portata a termine aprendo un’incisione di diversi centimetri nell’addome. Attraverso questa apertura i chirurghi operano direttamente sull’utero e sulle strutture vicine. • Isterectomia radicale laparoscopica. A differenza della chirurgia laparotomica, l’approccio laparoscopico non prevede l’apertura di un’unica grande incisione, ma bensì la creazione di fori di più piccole dimensioni (sempre a livello dell’addome) attraverso cui i medici infilano i propri strumenti. L’intervento viene quindi portato a termine grazie all’ausilio di uno strumento ottico flessibile dotato di luce e telecamera. Grazie a questo dispositivo, che è collegato ad un monitor presente in sala operatoria, i chirurghi possono procedere alla rimozione degli organi. • Isterectomia radicale robotica. Questa tecnica segue lo stesso principio della procedura laparoscopica: gli strumenti necessari all’operazione, in altre parole, vengono sempre inseriti nel corpo del paziente attraverso piccole incisioni aperte sull’addome. A differenza di quest’ultima, tuttavia, l’operazione viene portata a termine grazie all’ausilio di bracci robotici, controllati dai chirurghi tramite un’apposita consolle, e offre quindi risultati più precisi. Il team medico che ha in cura la paziente sceglie l’approccio migliore tenendo conto del suo stato di salute e delle caratteristiche della patologia che ha reso necessario l’intervento. In ogni caso, l’operazione viene eseguita in anestesia generale e può avere una durata variabile tra una e due ore, anche se i tempi si possono allungare per le procedure di preparazione.

Isteroannessiectomia

L’isteroannessiectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione dell’utero e degli annessi uterini, ossia delle ovaie e delle tube uterine. Può essere monolaterale (se riguarda solo un’ovaia e la relativa tuba) oppure bilaterale (se prevede l’asportazione di entrambe le ovaie e le tube). L’operazione prevede l’anestesia generale e può essere eseguita due diverse tecniche chirurgiche. La procedura laparotomica prevede l’apertura di un’unica ampia incisione a livello del basso addome, e permette ai chirurghi di lavorare “a cielo aperto” sui genitali della paziente. L’intervento, in questo caso, è solitamente più veloce, ma richiede dei tempi di recupero più lunghi. La procedura laparoscopica, al contrario, è solitamente meno invasiva, in quando non comporta l’apertura chirurgica della parete addominale: gli strumenti vengono inseriti attraversi piccoli fori praticati sulla parete addominale, e i medici portano a termine l’operazione grazie all’ausilio di uno speciale strumento dotato di telecamera (il laparoscopio, per l’appunto).

Laparoscopia diagnostica

La laparoscopia rappresenta una tecnica chirurgica mininvasiva che prevede l’inserimento di strumenti chirurgici attraverso piccole incisioni addominali. Si tratta di un intervento chirurgico eseguito in anestesia generale. La durata della procedura può variare in base al caso clinico.

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