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Risonanza magnetica testicoli

La risonanza magnetica dei testicoli (a volte indicata con la sigla RM testicolo) è un esame che permette di ottenere immagini tridimensionali dello scroto utilizzando campi magnetici e onde radio. Si tratta di un esame non invasivo e assolutamente indolore, e a differenza di altre tecniche di scansione non espone il paziente a radiazioni ionizzanti. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene aiutato a distendersi correttamente sul lettino (solitamente a pancia in su) e poi introdotto all’interno del macchinario. In alcuni casi, per migliorare la precisione dell’esame, può essere somministrato un mezzo di contrasto per via endovenosa. La scansione può durare dai 30 ai 45 minuti e non provoca alcun fastidio, ad eccezione del rumore. Per la buona riuscita dell’esame il paziente deve rimanere immobile durante l’acquisizione delle immagini.

Scintigrafia delle paratiroidi

La scintigrafia delle paratiroidi è un esame che si basa sull’iniezione per via endovenosa di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione, condotto per mezzo dell’ausilio di un apposito macchinario (la gamma camera). Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del radiofarmaco (il MIBI marcato con 99Tc). L’esame dura all’incirca tre ore e prevede l’esecuzione di più scansioni nell’arco di una stessa giornata. A distanza di pochi minuti dalla somministrazione del tracciante, infatti, il paziente viene fatto distendere una prima volta sul lettino della gamma camera per un’acquisizione delle immagini della tiroide e della paratiroide. La seconda registrazione, poi, viene eseguita a distanza di circa due ore con le stesse modalità. La scintigrafia delle paratiroidi non è dolorosa né pericolosa: la quantità di radioattività iniettata è molto ridotta e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzare non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia epatica

La scintigrafia epatica è un esame che si basa sulla iniezione di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione, condotto per mezzo dell’ausilio di un apposito macchinario (la gamma camera). Il tracciante viene somministrato per via endovenosa alcuni minuti prima dell’inizio dell’esame vero e proprio. Il paziente viene fatto stendere sul lettino della gamma camera per l’acquisizione delle immagini del fegato: tale apparecchiatura è in grado di rilevare i segnali emessi dal radiofarmaco, e permette quindi di valutare la distribuzione del tracciante all’interno e all’esterno dell’organo. La scintigrafia epatica non è dolorosa né pericolosa. La quantità di radioattività iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia ossea totale corporea

La scintigrafia ossea totale corporale è un esame che si basa sull’iniezione per via endovenosa di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione, condotto per mezzo di un apposito macchinario (la gamma camera). Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del radiofarmaco (il difosfonato marcato con 99Tc). Questo marcatore impiega circa 120 minuti per fissarsi su tutto lo scheletro: in questo intervallo di tempo il paziente deve rimanere in sala d’attesa bevendo almeno mezzo litro d’acqua, in modo da facilitare la distribuzione del tracciante ed eliminare la quantità in eccesso. Trascorse un paio d’ore, si può poi dare il via all’esame vero e proprio, che prevede l’acquisizione delle immagini da parte della gamma camera. L’esame, che in totale dura 3 ore, non è doloroso né pericoloso. La quantità di radiofarmaco iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzare non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia perfusionale

La scintigrafia perfusionale è un esame che si basa sull’iniezione di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione all’interno del circolo capillare polmonare. Il tracciante in questione consiste in una piccola quantità di radioisotopo legato a magroaggregati di albumina 99mTc (Tecnezio)-MAA, e la sua distribuzione viene analizzata attraverso l’impiego di un apposito macchinario (la gamma camera). Il tracciante viene somministrato per via endovenosa alcuni minuti prima dell’inizio dell’esame vero e proprio. Il paziente viene fatto stendere sul lettino della gamma camera per l’acquisizione delle immagini del torace: tale apparecchiatura è in grado di rilevare i segnali emessi dal radiofarmaco, e permette quindi di valutare la distribuzione del tracciante all’interno del circolo polmonare. Mediamente l’indagine si conclude in una ventina di minuti. La scintigrafia perfusionale non è dolorosa né pericolosa. La quantità di radioattività iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia renale sequenziale (con DMSA)

SI tratta di un esame di medicina nucleare basato sulla somministrazione per via endovenosa di un radiofarmaco (in questo caso il DMSA). Tale tracciante, una volta immesso nel circolo sanguigno, viene captato ed eliminato dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale. La procedura è piuttosto semplice. Dopo l’iniezione del radiofarmaco è necessario aspettare alcune ore prima di iniziare la scintigrafia, affinché il tracciante si leghi completamente ai reni. In questo lasso di tempo il paziente se autorizzato può anche allontanarsi dal reparto, eventualmente rientrando a casa o riprendendo la propria occupazione, e può alimentarsi normalmente. L’esame vero e proprio ha inizio quando il paziente viene fatto sdraiare sul lettino del macchinario, la cosiddetta gamma camera, che rileva in tempo reale i segnali emessi dal DMSA e li elabora, fornendo in questo modo un’analisi della funzionalità renale. L’esame, che dura all’incirca 45 minuti, non è doloroso né pericoloso, in quanto la quantità di radioattività iniettata è molto contenuta.

Scintigrafia renale sequenziale (con MAG3)

Si tratta di un esame di medicina nucleare basato sulla somministrazione per via endovenosa di un radiofarmaco (in questo caso il MAG3). Tale tracciante, una volta immesso nel circolo sanguigno, viene captato ed eliminato dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene convocato con un ora d’anticipo rispetto all’inizio dell’esame vero e proprio, in modo da provvedere alla somministrazione di un farmaco antipertensivo se necessario. Il paziente viene quindi fatto sdraiare sul lettino del macchinario e, contestualmente, il radiofarmaco viene introdotto per via endovenosa. Il macchinario (la cosiddetta gamma camera) rileva in tempo reale i segnali emessi dal MAG3 e li elabora, fornendo in questo modo un’analisi della funzionalità renale. L’esame, che dura all’incirca 45 minuti, non è doloroso né pericoloso, in quanto la quantità di radioattività iniettata è molto piccola.

Scintigrafia surrenalica midollare

La scintigrafia surrenalica midollare è un esame che prevede l’iniezione per via endovenosa di una piccola quantità di radiofarmaco (MIBG marcata con iodio 123), un tracciante che va a fissarsi a livello del tessuto cortico surrenale funzionante. A distanza di quattro ore dalla somministrazione il paziente viene fatto distendere sul lettino della gamma camera per l’acquisizione delle immagini scintigrafiche, che dura all’incirca 30 minuti. Tale registrazione deve essere ripetuta a distanza di 24 ore. L’esame non è doloroso né pericoloso: la quantità di radioattività iniettata, infatti, è molto piccola, e le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari.

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