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Scintigrafia epatica

La scintigrafia epatica è un esame che si basa sulla iniezione di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione, condotto per mezzo dell’ausilio di un apposito macchinario (la gamma camera). Il tracciante viene somministrato per via endovenosa alcuni minuti prima dell’inizio dell’esame vero e proprio. Il paziente viene fatto stendere sul lettino della gamma camera per l’acquisizione delle immagini del fegato: tale apparecchiatura è in grado di rilevare i segnali emessi dal radiofarmaco, e permette quindi di valutare la distribuzione del tracciante all’interno e all’esterno dell’organo. La scintigrafia epatica non è dolorosa né pericolosa. La quantità di radioattività iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia ossea totale corporea

La scintigrafia ossea totale corporale è un esame che si basa sull’iniezione per via endovenosa di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione, condotto per mezzo di un apposito macchinario (la gamma camera). Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del radiofarmaco (il difosfonato marcato con 99Tc). Questo marcatore impiega circa 120 minuti per fissarsi su tutto lo scheletro: in questo intervallo di tempo il paziente deve rimanere in sala d’attesa bevendo almeno mezzo litro d’acqua, in modo da facilitare la distribuzione del tracciante ed eliminare la quantità in eccesso. Trascorse un paio d’ore, si può poi dare il via all’esame vero e proprio, che prevede l’acquisizione delle immagini da parte della gamma camera. L’esame, che in totale dura 3 ore, non è doloroso né pericoloso. La quantità di radiofarmaco iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzare non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia perfusionale

La scintigrafia perfusionale è un esame che si basa sull’iniezione di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione all’interno del circolo capillare polmonare. Il tracciante in questione consiste in una piccola quantità di radioisotopo legato a magroaggregati di albumina 99mTc (Tecnezio)-MAA, e la sua distribuzione viene analizzata attraverso l’impiego di un apposito macchinario (la gamma camera). Il tracciante viene somministrato per via endovenosa alcuni minuti prima dell’inizio dell’esame vero e proprio. Il paziente viene fatto stendere sul lettino della gamma camera per l’acquisizione delle immagini del torace: tale apparecchiatura è in grado di rilevare i segnali emessi dal radiofarmaco, e permette quindi di valutare la distribuzione del tracciante all’interno del circolo polmonare. Mediamente l’indagine si conclude in una ventina di minuti. La scintigrafia perfusionale non è dolorosa né pericolosa. La quantità di radioattività iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente. Le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari, salvo manifestazioni allergiche del tutto eccezionali.

Scintigrafia renale sequenziale (con DMSA)

SI tratta di un esame di medicina nucleare basato sulla somministrazione per via endovenosa di un radiofarmaco (in questo caso il DMSA). Tale tracciante, una volta immesso nel circolo sanguigno, viene captato ed eliminato dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale. La procedura è piuttosto semplice. Dopo l’iniezione del radiofarmaco è necessario aspettare alcune ore prima di iniziare la scintigrafia, affinché il tracciante si leghi completamente ai reni. In questo lasso di tempo il paziente se autorizzato può anche allontanarsi dal reparto, eventualmente rientrando a casa o riprendendo la propria occupazione, e può alimentarsi normalmente. L’esame vero e proprio ha inizio quando il paziente viene fatto sdraiare sul lettino del macchinario, la cosiddetta gamma camera, che rileva in tempo reale i segnali emessi dal DMSA e li elabora, fornendo in questo modo un’analisi della funzionalità renale. L’esame, che dura all’incirca 45 minuti, non è doloroso né pericoloso, in quanto la quantità di radioattività iniettata è molto contenuta.

Scintigrafia renale sequenziale (con MAG3)

Si tratta di un esame di medicina nucleare basato sulla somministrazione per via endovenosa di un radiofarmaco (in questo caso il MAG3). Tale tracciante, una volta immesso nel circolo sanguigno, viene captato ed eliminato dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene convocato con un ora d’anticipo rispetto all’inizio dell’esame vero e proprio, in modo da provvedere alla somministrazione di un farmaco antipertensivo se necessario. Il paziente viene quindi fatto sdraiare sul lettino del macchinario e, contestualmente, il radiofarmaco viene introdotto per via endovenosa. Il macchinario (la cosiddetta gamma camera) rileva in tempo reale i segnali emessi dal MAG3 e li elabora, fornendo in questo modo un’analisi della funzionalità renale. L’esame, che dura all’incirca 45 minuti, non è doloroso né pericoloso, in quanto la quantità di radioattività iniettata è molto piccola.

Scintigrafia surrenalica midollare

La scintigrafia surrenalica midollare è un esame che prevede l’iniezione per via endovenosa di una piccola quantità di radiofarmaco (MIBG marcata con iodio 123), un tracciante che va a fissarsi a livello del tessuto cortico surrenale funzionante. A distanza di quattro ore dalla somministrazione il paziente viene fatto distendere sul lettino della gamma camera per l’acquisizione delle immagini scintigrafiche, che dura all’incirca 30 minuti. Tale registrazione deve essere ripetuta a distanza di 24 ore. L’esame non è doloroso né pericoloso: la quantità di radioattività iniettata, infatti, è molto piccola, e le sostanze utilizzate non sono tossiche e non provocano generalmente effetti secondari.

Scintigrafia tiroidea

La scintigrafia tiroidea è un esame non invasivo di medicina nucleare che viene eseguito per osservare le condizioni e la funzionalità della tiroide. Si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di una piccola quantità di radiofarmaco, il 99Tc (Tecnezio). Tale tracciante radioattivo, assolutamente innocuo per la salute del paziente, viene incorporato dalle cellule del tessuto tiroideo, e agisce come un marcatore: un apposito macchinario (la gamma-camera), infatti, rileva le radiazioni emesse dal tecnezio, elaborando le informazioni così ottenute e restituendo così un’immagine chiara della tiroide. La procedura è semplice e indolore, e dura complessivamente un’ora. Dopo una visita preliminare si procede alla somministrazione del radiofarmaco, che deve essere assunto per via orale o iniettato in vena. A distanza di circa 20 minuti, poi, il paziente viene invitato a distendersi sul lettino della gamma-camera, che attraverso alcune scansioni rileva la distribuzione del Tecnezio ed elabora così una mappa morfo-funzionale della tiroide.

Sonosalpingografia

La sonosalpingografia è un esame ecografico che consente di valutare le condizioni delle tube di Falloppio. Tale accertamento viene condotto mediante l’utilizzo di una sonda ecografica, introdotta per via vaginale e collegata ad un apposito monitor presente in sala, e di un catetere cervicale. La procedura è semplice e dura in genere una ventina di minuti. La paziente viene fatta sdraiare sul lettino in posizione ginecologica, ossia a pancia in su e con le gambe appoggiate sugli appositi supporti. L’esame ha inizio con un’accurata ecografia pelvica transaddominale e transvaginale: la sonda ecografica viene prima fatta scorrere sull’addome e poi introdotta per via vaginale, in modo da visualizzare gli organi pelvici. La sonosalipingografia prosegue quindi con l’introduzione di un catetere sterile monouso. Attraverso questo sottile tubicino, inserito all’interno del canale cervicale, vengono introdotte nell’utero alcune gocce di soluzione fisiologica sterile e 5-10 ml di aria. L’obiettivo di questa procedura consiste nel controllare il passaggio dell’aria attraverso le salpingi (tube), in modo da individuare l’eventuale presenza di ostacoli. Grazie alle piccole dimensioni e alla flessibilità del catetere l’esame risulta pressoché indolore nella quasi totalità delle pazienti. Solo raramente può causare un lieve fastidio simile a quello provocato dalle mestruazioni.

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