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Visite ed esami

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Scintigrafia tiroidea

La scintigrafia tiroidea è un esame non invasivo di medicina nucleare che viene eseguito per osservare le condizioni e la funzionalità della tiroide. Si basa sulla somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di una piccola quantità di radiofarmaco, il 99Tc (Tecnezio). Tale tracciante radioattivo, assolutamente innocuo per la salute del paziente, viene incorporato dalle cellule del tessuto tiroideo, e agisce come un marcatore: un apposito macchinario (la gamma-camera), infatti, rileva le radiazioni emesse dal tecnezio, elaborando le informazioni così ottenute e restituendo così un’immagine chiara della tiroide. La procedura è semplice e indolore, e dura complessivamente un’ora. Dopo una visita preliminare si procede alla somministrazione del radiofarmaco, che deve essere assunto per via orale o iniettato in vena. A distanza di circa 20 minuti, poi, il paziente viene invitato a distendersi sul lettino della gamma-camera, che attraverso alcune scansioni rileva la distribuzione del Tecnezio ed elabora così una mappa morfo-funzionale della tiroide.

Sonosalpingografia

La sonosalpingografia è un esame ecografico che consente di valutare le condizioni delle tube di Falloppio. Tale accertamento viene condotto mediante l’utilizzo di una sonda ecografica, introdotta per via vaginale e collegata ad un apposito monitor presente in sala, e di un catetere cervicale. La procedura è semplice e dura in genere una ventina di minuti. La paziente viene fatta sdraiare sul lettino in posizione ginecologica, ossia a pancia in su e con le gambe appoggiate sugli appositi supporti. L’esame ha inizio con un’accurata ecografia pelvica transaddominale e transvaginale: la sonda ecografica viene prima fatta scorrere sull’addome e poi introdotta per via vaginale, in modo da visualizzare gli organi pelvici. La sonosalipingografia prosegue quindi con l’introduzione di un catetere sterile monouso. Attraverso questo sottile tubicino, inserito all’interno del canale cervicale, vengono introdotte nell’utero alcune gocce di soluzione fisiologica sterile e 5-10 ml di aria. L’obiettivo di questa procedura consiste nel controllare il passaggio dell’aria attraverso le salpingi (tube), in modo da individuare l’eventuale presenza di ostacoli. Grazie alle piccole dimensioni e alla flessibilità del catetere l’esame risulta pressoché indolore nella quasi totalità delle pazienti. Solo raramente può causare un lieve fastidio simile a quello provocato dalle mestruazioni.

Spermiocoltura

La spermiocoltura è un esame diagnostico che consiste nella raccolta e nell’analisi in laboratorio dello sperma del paziente. Tale test permette l’individuazione di eventuali microrganismi patogeni, e può fornire indicazioni utili per l’eventuale prescrizione di una terapia a base di antibiotici. La procedura è molto semplice, e si divide in due fasi principali: la raccolta dello sperma, che deve essere eseguita dal paziente, e l’analisi del campione in laboratorio. La prima fase, in ordine temporale, riguarda proprio la raccolta dei campioni di urina e di sperma, e deve essere portata a termine seguendo regole ben precise. Dopo aver urinato (raccogliendo il primo getto di urina in un campione sterile), infatti, l’uomo deve raccogliere il suo liquido seminale nel secondo barattolo, evitando di toccarlo all’interno con dita e indumenti. Tali precauzioni servono ad evitare la contaminazione del campione da parte di altri agenti patogeni. Infine, una volta completata l’operazione, il contenitore sterile deve essere accuratamente richiuso e consegnato al centro prelievi entro un paio d’ore. La seconda fase, invece, riguarda l’analisi in laboratorio. Il campione viene suddiviso e inoculato in vari terreni di coltura, verificando la crescita microbica nei giorni successivi. Se tale crescita non si manifesta, il campione è pulito. Al contrario, se il test rileva la presenza di un batterio, quest’ultimo viene sottoposto a test antibiotici per verificare il tipo di farmaco più efficace.

Spermiogramma

Lo spermiogramma consiste nell’analisi del liquido seminale, uno degli esami più comuni per le patologie legate ad una condizione di infertilità. Lo sperma del paziente viene raccolto in un barattolo sterile, che deve essere mantenuto ad una temperatura stabile (compresa tra i 20 e i 30°C). Di solito tra l’eiaculazione e l’analisi in laboratorio non passa più di un’ora. L’esame valuta una lunga serie di caratteristiche del liquido seminale: dall’aspetto al volume, passando per la concentrazione, la viscosità, la fluidificazione, il pH, la motilità e l’eventuale presenza di batteri. Tali indici sono altamente variabili, e proprio per questo motivo, in presenza di un’anomalia, l’esame va ripetuto a distanza di poco tempo.

Studio elettrofisiologico

Si tratta di un esame invasivo che consente di studiare le proprietà elettriche del cuore e di valutare la presenza di eventuali aritmie (alterazioni del normale ritmo di contrazione del muscolo cardiaco). Richiede l’utilizzo di speciali elettrocateteri, dispositivi medici che consentono di raccogliere diversi dati sull’attività elettrica cardiaca e che fungono al tempo stesso da stimolatori artificiali del battito. L’esame può essere eseguito in regime ambulatoriale o in regime di ricovero a seconda che l’introduzione di tali sonde avvenga per via venosa o attraverso l’esofago. Nel primo caso i medici inseriscono gli elettrocateteri in una o più vene della gamba o del collo, per poi guidarli delicatamente fino all’interno del cuore, mentre nel secondo le sonde vengono introdotte per via nasale e calate nell’esofago.

Studio Endometriosi Uro-Colon_TC

L’endometrio è la mucosa che riveste la superficie interna dell’utero. Quando tale tessuto è presente al di fuori della cavità uterina in altre zone del copro (di solito nelle pelvi) si parla di endometriosi. Per studiare tale condizione patologica si ricorre ad una particolare Tac addominale con fase urografica. Prima di iniziare l’esame la paziente deve essere adeguatamente preparata. Per prima cosa il medico o l’infermiere iniettano per via intramuscolare uno spasmolitico (in genere il Buscopan) per favorire la distensione del colon. Un piccolo sondino di gomma viene quindi inserito per via anale e condotto fino al retto, dove rilascerà CO2. Infine è prevista la somministrazione di un mezzo di contrasto per via endovenosa. Una volta concluse queste procedure preliminari può avere inizio l’esame vero e proprio. A distanza di circa 80-90 secondi dall’iniezione del mezzo di contrasto inizia l’acquisizione delle immagini con la Tac. Per la seconda acquisizione delle immagini, che si concentra maggiormente sull’apparato uro-genitale, la paziente deve assumere una posizione prona (distesa a pancia in giù). L’esame nel complesso dura una ventina di minuti ed è sostanzialmente indolore. Anche l’introduzione della sonda per via anale è in genere ben tollerata e solo raramente può provocare fastidio. La CO2 è un gas innocuo e viene riassorbito velocemente al termine della procedura, mentre il mezzo di contrasto viene espulso attraverso l’urina.

Studio motilità oculare

Consiste in una visita completa per analizzare lo stato della motilità oculare, e cioè del movimento degli occhi che, in condizioni di normalità, è simmetrico e in sincrono. Le procedure e i test che compongono questa visita sono diversi e spetta all’oftalmologo scegliere i più adatti al caso. Tra i più comuni troviamo il vero e proprio esame della motilità oculare (il paziente deve seguire con gli occhi i movimenti di una fonte luminosa) al test di diplopia (che mira a valutare la visione doppia), passando per la valutazione dell’acuità visiva e della stereopsi (la capacità visiva di percepire lo spazio).

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