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Tomoscintigrafia globale corporea con Fluoro-Timidina

La tomoscintigrafia globale corporea è un esame che si basa sull’iniezione per via endovenosa di un tracciante radioattivo che consente di individuare le lesioni da rimaneggiamento osseo. Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del marcatore. Il fluoruro, infatti, impiega circa 60 minuti per fissarsi su tutto lo scheletro: in questo intervallo di tempo il paziente deve rimanere in sala d’attesa bevendo almeno mezzo litro d’acqua, in modo da facilitare la distribuzione del tracciante ed eliminare la quantità in eccesso. Trascorsi i 60 minuti, si procede quindi all’acquisizione di una serie di immagini attraverso l’utilizzo di un’apposita apparecchiatura, il tomografo PET-TC. L’esame, che in totale richiede mediamente due ore e mezza, non è doloroso né pericoloso. La quantità di radioattività iniettata è infatti molto limitata, e in genere la procedura è ben tollerata, al netto di reazioni allergiche rarissime e di scarsa entità.

Tomoscintigrafia globale corporea con Fluoro-Dopa

La tomoscintigrafia globale corporea è un esame che si basa sull’iniezione per via endovenosa di un tracciante radioattivo che consente di individuare le lesioni da rimaneggiamento osseo. Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del marcatore. Il fluoruro, infatti, impiega circa 60 minuti per fissarsi su tutto lo scheletro: in questo intervallo di tempo il paziente deve rimanere in sala d’attesa bevendo almeno mezzo litro d’acqua, in modo da facilitare la distribuzione del tracciante ed eliminare la quantità in eccesso. Trascorsi i 60 minuti, si procede quindi all’acquisizione di una serie di immagini attraverso l’utilizzo di un’apposita apparecchiatura, il tomografo PET-TC. L’esame, che in totale richiede mediamente due ore e mezza, non è doloroso né pericoloso. La quantità di radioattività iniettata è infatti molto limitata, e in genere la procedura è ben tollerata, al netto di reazioni allergiche rarissime e di scarsa entità.

Tonometria

Questo esame permette di misurare la pressione interna (o tono oculare) attraverso il tonografo, uno strumento disponibile in due versioni principali. Il tonografo a contatto, che è anche il più preciso, rileva la pressione oculare toccando direttamente la cornea dell’occhio (precedentemente preparato con una goccia di collirio anestetico e un colorante giallo, la fluoresceina). Il tonografo a soffio, invece, non entra in contatto con l’occhio, ma spruzza un soffio d’aria sulla cornea del paziente. Entrambe le tecniche non sono né pericolose né dolorose.

Topografia corneale

La topografia corneale è un esame che permette di analizzare alcune caratteristiche della cornea, membrana dell’occhio dalla forma semi sferica. In particolare, ha l’obiettivo di creare una mappa colorata della cornea in modo da evidenziare i punti in cui la curvatura è più o meno accentuata: i colori freddi, come il blu, corrispondono ai punti più piatti, viceversa il rosso e i colori caldi indicano una curvatura maggiore. I topografi di ultima generazione, poi, permettono di misurare anche il potere della cornea (ossia quanto riesce ad ingrandire un’immagine) e altre caratteristiche di questa membrana. La procedura è semplice ed indolore: il paziente deve semplicemente fissare per pochi secondi una sorgente luminosa posta di fronte a lui, in modo da permettere al topografo corneale di effettuare le necessarie misurazioni ed elaborare le immagini richieste.

TC torace

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne (in questo caso del torace) sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno, un macchinario aperto sia davanti che dietro. Tale tecnologia è in grado di scansionare le strutture addominali interne del paziente e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

TC Total Body con mezzo di contrasto

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, viene quindi lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno - un macchinario di scansione aperto sia davanti che dietro - e per via endovenosa viene somministrato al paziente un mezzo di contrasto iodato. Tale tecnologia è in grado di scansionare gli organi interni del paziente e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

Tricoscopia

Tricoscopia è il termine coniato per indicare l'uso del dermatoscopio per la valutazione dei capelli e del cuoio capelluto. Negli ultimi anni l'uso della dermoscopia, ancor più con il videodermatoscopio digitale, grazie al suo basso costo e all'elevata maneggevolezza, è entrato sempre più nella pratica clinica per la valutazione dei disturbi dei capelli e del cuoio capelluto ed è già considerato uno strumento diagnostico essenziale.

Trombolisi

Si tratta di una procedura diagnostico-terapeutica che viene utilizzata per individuare e rimuovere eventuali trombi o emboli. La trombolisi, che viene eseguita in anestesia locale e dura all’incirca una mezzora, prevede innanzitutto l’introduzione per via percutanea di un catetere angiografico. Tale dispositivo medico viene posizionato sotto guida fluoroscopica (vale a dire con l’ausilio dei raggi X), e cioè fatto avanzare lungo i vasi sanguigni fino al punto d’interesse. Una volta posizionato il catetere, si procede con l’iniezione del mezzo di contrasto e con l’acquisizione delle radiografie necessarie a ottenere uno studio completo del distretto d’interesse. Tale studio ha lo scopo di confermare o escludere la presenza di una patologia trombotica o embolica. Nel primo caso è possibile intervenire con tre diversi trattamenti percutanei: l’aspirazione del trombo/embolo attraverso i cateteri, la terapia trombolitica farmacologica e la trombectomia meccanica percutanea. La terapia trombolitica farmacologica consiste nel trattamento di riferimento nel caso di trombosi acuta, e consiste nell’iniezione, tramite un apposito catetere multiforato, di farmaci trombolitici in grado di accelerare i processi fisiologici di logoramento del trombo. La trombectomia meccanica percutanea, al contrario, consiste nella frammentazione, macerazione e/o mobilizzazione del trombo mediante cateteri a palloncino o ulteriori strumenti meccanici. Tale tecnica è utilizzata assai meno frequentemente poiché è a maggior rischio di determinare embolizzazione distale con successivo danno vascolare. L’efficacia di questa procedura dipende principalmente dall’età del trombo: un trombo fresco risponde meglio rispetto a quelli di vecchia data. Spesso è comunque necessario associare a tale tecnica anche l’infusione farmacologica di fibrinolitici, sebbene a dosaggi inferiori e per minore tempo.

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