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Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

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TC Total Body con mezzo di contrasto

La Tomografia Computerizzata, comunemente detta Tac, è un esame diagnostico che consente di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne sfruttando la tecnologia dei raggi X. La procedura è piuttosto semplice. Il paziente, vestito con un apposito camice, viene fatto distendere sul lettino del macchinario. Una volta concluse le procedure di preparazione, viene quindi lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno - un macchinario di scansione aperto sia davanti che dietro - e per via endovenosa viene somministrato al paziente un mezzo di contrasto iodato. Tale tecnologia è in grado di scansionare gli organi interni del paziente e di elaborarle in immagini tridimensionali. Solitamente vengono eseguite due scansioni della durata di pochi secondi, e l’intero esame non richiede più di una decina di minuti.

Tricoscopia

Tricoscopia è il termine coniato per indicare l'uso del dermatoscopio per la valutazione dei capelli e del cuoio capelluto. Negli ultimi anni l'uso della dermoscopia, ancor più con il videodermatoscopio digitale, grazie al suo basso costo e all'elevata maneggevolezza, è entrato sempre più nella pratica clinica per la valutazione dei disturbi dei capelli e del cuoio capelluto ed è già considerato uno strumento diagnostico essenziale.

Trombolisi

Si tratta di una procedura diagnostico-terapeutica che viene utilizzata per individuare e rimuovere eventuali trombi o emboli. La trombolisi, che viene eseguita in anestesia locale e dura all’incirca una mezzora, prevede innanzitutto l’introduzione per via percutanea di un catetere angiografico. Tale dispositivo medico viene posizionato sotto guida fluoroscopica (vale a dire con l’ausilio dei raggi X), e cioè fatto avanzare lungo i vasi sanguigni fino al punto d’interesse. Una volta posizionato il catetere, si procede con l’iniezione del mezzo di contrasto e con l’acquisizione delle radiografie necessarie a ottenere uno studio completo del distretto d’interesse. Tale studio ha lo scopo di confermare o escludere la presenza di una patologia trombotica o embolica. Nel primo caso è possibile intervenire con tre diversi trattamenti percutanei: l’aspirazione del trombo/embolo attraverso i cateteri, la terapia trombolitica farmacologica e la trombectomia meccanica percutanea. La terapia trombolitica farmacologica consiste nel trattamento di riferimento nel caso di trombosi acuta, e consiste nell’iniezione, tramite un apposito catetere multiforato, di farmaci trombolitici in grado di accelerare i processi fisiologici di logoramento del trombo. La trombectomia meccanica percutanea, al contrario, consiste nella frammentazione, macerazione e/o mobilizzazione del trombo mediante cateteri a palloncino o ulteriori strumenti meccanici. Tale tecnica è utilizzata assai meno frequentemente poiché è a maggior rischio di determinare embolizzazione distale con successivo danno vascolare. L’efficacia di questa procedura dipende principalmente dall’età del trombo: un trombo fresco risponde meglio rispetto a quelli di vecchia data. Spesso è comunque necessario associare a tale tecnica anche l’infusione farmacologica di fibrinolitici, sebbene a dosaggi inferiori e per minore tempo.

Urinocoltura

L’urinocoltura è un esame diagnostico di laboratorio che serve a identificare la presenza di batteri o altri microrganismi patogeni nelle urine: viene quindi eseguito per valutare se è in corso un’infezione del tratto urinario.  Similmente all’esame delle urine, viene eseguito raccogliendo un campione di urina che viene poi inviato al laboratorio per la coltura microbiologica, procedura che consente di far crescere eventuali batteri presenti così da poterli poi identificare e quantificare. A differenza dell’esame standard delle urine, che fornisce indicazioni generali, l’urinocoltura permette di identificare con precisione eventuali infezioni e l’agente che le provoca. I due esami, in ogni caso, sono spesso complementari. Per eseguire l’urinocoltura è importante raccogliere un campione di urina pulito e rappresentativo, seguendo le indicazioni fornite dal personale sanitario. In genere si consiglia di raccogliere il campione di mitto intermedio, cioè di iniziare a urinare nel water, poi raccogliere una porzione di urina in un contenitore sterile, previa detersione di mani e genitali. Queste accortezze evitano contaminazioni esterne che potrebbero rendere inaccurati i risultati.

Uro TC

Si tratta di un particolare tipo di Tac con mezzo di contrasto che viene eseguito per studiare nel dettaglio le condizioni e la funzionalità dell’apparato urinario. L’esame unisce la tecnica della Tomografia computerizzata, che permette di ottenere immagini delle sezioni anatomiche interne (in questo caso dei reni, degli ureteri e della vescica) grazie all’impiego dei raggi X, a quella dell’urografia, è totalmente indolore e dura all’incirca una quindicina di minuti. La procedura è molto semplice. Per prima cosa il paziente viene invitato a indossare l’apposito camice fornito dallo staff medico e, con l’aiuto di un tecnico, a distendersi correttamente sul lettino (la posizione corretta è sdraiato a pancia in su con le braccia semiflesse sopra la testa). A questo punto il medico radiologo somministra per via endovenosa il mezzo di contrasto, che di norma impiega qualche minuto a raggiungere le vie urinarie e può provocare una sensazione temporanea di sapore metallico in bocca. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. Prima dell’inizio dell’esame vero e proprio, il lettino scorre all’interno del tubo radiogeno, un macchinario aperto sia davanti che dietro all’interno del quale vengono eseguite le scansioni.

Uro Risonanza Magnetica (Uro-RMN)

Si tratta di un particolare tipo di risonanza magnetica con mezzo di contrasto che consente di studiare nel dettaglio le condizioni e la funzionalità dell’apparato urinario. L’esame unisce la tecnica della risonanza magnetica - che permette di permette di ottenere immagini tridimensionali delle strutture anatomiche interne dell’addome (in questo caso dei reni, degli ureteri e della vescica) utilizzando campi magnetici e onde radio - a quella dell’urografia. La procedura è molto semplice. Per prima cosa il paziente viene invitato a indossare l’apposito camice fornito dallo staff medico e, con l’aiuto di un tecnico, a distendersi correttamente sul lettino (la posizione corretta è sdraiato a pancia in su con le braccia semiflesse sopra la testa). A questo punto il medico radiologo somministra il mezzo di contrasto, che di norma impiega qualche minuto a raggiungere le vie urinarie e può provocare una sensazione temporanea di sapore metallico in bocca. Una volta concluse le procedure di preparazione, il paziente viene lasciato solo in sala, pur rimanendo sotto costante controllo del tecnico e del radiologo che seguono l’esame dietro un apposito vetro. L’indagine dura all’incirca una quindicina di minuti ed è totalmente indolore.

Urodinamica invasiva

L'urodinamica invasiva è un esame diagnostico di secondo livello che studia il funzionamento della vescica e dell'uretra, valutando sia la fase di riempimento che la fase di svuotamento vescicale (e quindi la capacità di immagazzinare e rilasciare l'urina). L’esame viene definitivo “invasivo” perché prevede il posizionamento di un catetere vescicale, di una sonda rettale e di elettrodi adesivi da applicare sul perineo. Attraverso il catetere si esegue un riempimento controllato della vescica, mentre gli altri strumenti consentono di valutare il comportamento del detrusore (il muscolo principale della vescica). Non appena il paziente avverte lo stimolo, infine, lo si fa urinare all’interno di un contenitore in modo da raccogliere informazioni sull’effettiva capacità di svuotamento della vescica.   In genere l’esame non richiede più di 30-60 minuti.

Urografia

Si tratta di un’indagine radiologica che consente lo studio dell’apparato urinario e che viene solitamente eseguita in regime ambulatoriale (e quindi senza necessità di alcun ricovero). Tale esame prevede la somministrazione per via endovenosa di un mezzo di contrasto visibile ai raggi X e dura all’incirca un’ora. La procedura richiede che il paziente si distenda a pancia in su sull’apposito lettino, dove viene effettuata una prima radiografia frontale dell’addome. Altre immagini vengono raccolte dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, e in alcuni casi l’esame può essere valutato anche con lo studio della minzione.

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