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Visite ed esami

Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

209 Risultati
Videocapsula endoscopica

Si tratta di una particolare tecnica di esplorazione endoscopica che consente lo studio dell’intestino tenue. L’esame prevede l’ingestione di una speciale capsula dotata di telecamera e quindi in grado di registrare immagini. Tale capsula ha dimensioni piuttosto ridotte (simili a quelle di una normale pastiglia) e può essere facilmente deglutita con un sorso d’acqua. Sull’addome del paziente vengono applicati alcuni sensori adesivi, utili a raccogliere le immagini trasmesse dalla telecamera, e un registratore a tracolla da portare per tutta la durata dell’esame. La capsula prosegue il suo corso lungo tutto l’apparato digerente, impiegando diverse ore (circa 6-8) per completarlo. Durante questo lasso di tempo il paziente può lasciare il Policlinico e riprendere le normali attività quotidiane, facendo però attenzione a non esporsi a campi magnetici e controllando costantemente che il registratore funzioni correttamente. Dopo tre ore dall’ingestione della capsula è anche consentito consumare un pasto. In base alle indicazioni date dallo staff medico, una volta terminata la registrazione il paziente deve fare ritorno al Policlinico per la rimozione delle apparecchiature. Di norma la capsula viene espulsa con le prime feci.

Videodermatoscopia digitale in epilumescenza

La videodermatoscopia in epiluminescenza è una metodica non invasiva che consente di osservare le lesioni cutanee pigmentate e non, di archiviare le immagini digitali acquisite e di ingrandirle per valutare anche le strutture più profonde della cute, non visibili a occhio nudo. Lo strumento permette al medico di variare lo zoom con cui si visualizzano le lesioni da un 20x ad un 200x. E’ inoltre possibile fotografare le lesioni per permetterne un monitoraggio nel tempo e studiarne eventuali cambiamenti. Si tratta di un esame non invasivo e non doloroso.

Visiotest

È un esame oculistico standardizzato, parte della sorveglianza sanitaria obbligatoria per chi lavora abitualmente al videoterminale. Comprende test di acuità visiva da vicino e da lontano, valutazione della capacità di messa a fuoco, della visione binoculare e della sensibilità al contrasto. Può includere anche controlli di refrazione (per individuare difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo) e valutazioni della resistenza allo sforzo visivo.

Visita andrologica

La visita andrologica è un esame di primo accesso per la diagnosi dei disturbi e delle malattie dell’apparato sessuale maschile. Si tratta di un controllo che richiede in genere qualche decina di minuti, e che può essere suddiviso in due differenti fasi: l’anamnesi e l’osservazione diretta dei genitali. Nel corso della prima fase, l’anamnesi, l’andrologo valuta attentamente i sintomi riportati dal paziente, analizzando al tempo stesso la sua storia clinica. Possono essere poste domane puntuali sulle proprie abitudini alimentari, sull’attività sessuale e sportiva, su eventuali patologie pregresse e sulle terapie in corso. La visita prosegue poi con l’osservazione diretta e la palpazione dei testicoli e del pene. A seconda dei disturbi riportati, poi, l’andrologo può eseguire anche un’esplorazione rettale o prescrivere diversi test di approfondimento, come ad esempio esami del sangue, ecografia dinamica del pene, ecografia dei testicoli, test delle erezioni notturne, spermiogramma. Nel complesso la visita non è assolutamente dolorosa ma può provocare qualche fastidio e disagio nel paziente, specie se non abituato a parlare della propria sfera sessuale. Per questo motivo nel corso dell’esame l’andrologo è a disposizione per soddisfare qualsiasi dubbio, in modo da creare un clima di collaborazione e fiducia.

Visita cardiologica

La visita cardiologica è una visita specialistica che ha lo scopo di valutare lo stato di salute dell’apparato cardiaco. Tale approfondimento dura alcune decine di minuti (in media una mezzora) e può essere suddiviso in tre fasi: l’anamnesi, l’auscultazione del cuore e l’eventuale esecuzione di esami di approfondimento. Nel corso della prima fase, l’anamnesi, il cardiologo valuta attentamente i sintomi riportati dal paziente, analizzando al tempo stesso la sua storia clinica. Possono essere poste diverse domande puntuali sulle abitudini alimentari, sull’attività motoria e sessuale, su eventuali patologie passate o familiarità con malattie cardiovascolari e sulle terapie in corso. Lo specialista prosegue quindi la visita cardiologica auscultando il cuore, ossia analizzando i rumori legati all’attività cardiaca per mezzo dello stetoscopio. Nel corso di questa fase si procede anche alla misurazione della pressione. A seconda dei casi e delle necessità, il cardiologo può infine sottoporre il paziente ad alcuni esami strumentali come l’elettrocardiogramma (ECG, test che misura l’attività del cuore attraverso l’applicazione di alcuni elettrodi), l’ecocardiogramma color-doppler o accertamenti sotto sforzo.

Visita chirurgica senologica

La visita chirurgica senologica è una visita specialistica che si compone di due fasi: l’anamnesi e l’esame obiettivo della mammella.  La prima fase (l’anamnesi) è dedicata alla raccolta delle informazioni utili per la formulazione della diagnosi. Il medico raccoglie quanti più dati possibili sulla storia clinica e sullo stile di vita della paziente, sulla familiarità per patologia mammaria e sulla presenza di fattori di rischio per patologia mammaria. Nel corso del colloquio lo specialista può porre domande specifiche, ad esempio su: età del menarca, regolarità del ciclo mestruale e/o l’inizio della menopausa, andamento di precedenti gravidanze, abitudini e stile di vita (regime dietetico, tasso di sedentarietà, fumo e consumo di alcol), uso di farmaci, pregresse patologie del seno, precedenti casi di tumore al seno in famiglia.  Il medico può inoltre richiedere di consultare la documentazione degli esami precedentemente svolti. A seguire, valuta i sintomi riferiti dalla paziente, quali ad esempio presenza di tumefazione, dolore, prurito, eczemi, alterazioni cutanee e perdita di liquido dal capezzolo.   La seconda fase della visita si basa sull’osservazione e sulla palpazione accurata delle mammelle. Lo specialista ne valuta la forma, le dimensioni e la simmetria, palpando poi entrambe le mammelle, i prolungamenti, i cavi ascellari, i capezzoli e l’areola per valutare la presenza di ispessimenti e eventuali noduli. Tali controlli vengono effettuati in diverse posizioni, sia con paziente seduta che sdraiata.   

Visita dermatologica per patologie genitali

Colloquio col paziente: se prima visita si raccoglie la sua storia clinica (da quanto tempo soffre della patologie, che trattamenti ha fatto in passato); se, invece, si tratta di una visita di controllo si valutano insieme i risultati della terapia in atto. Quindi, si invita il paziente ad accomodarsi sul lettino togliendo gli slip così da poter ispezione la parte. L’ambulatorio è dotato di un lettino standard e ginecologico per adattarsi alle esigenze di ciascun paziente. A volte, previo consenso informato, si possono eseguire delle fotografie per valutare l’andamento della terapia. Inoltre, si valuta anche la soddisfazione del paziente nei confronti dei risultati ottenuti.

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