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Approfondisci alcune delle principali prestazioni diagnostiche del Policlinico

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Biopsia transgiugulare

La biopsia transgiugulare consiste nel prelievo, mediante l’utilizzo di aghi sottili, di campioni di tessuto da analizzare in laboratorio. Il radiologo, dopo aver anestetizzato il paziente, procede con un catetere attraverso la vena giugulare interna e, una volta giunto in prossimità del fegato, preleva un piccolo frammento dell’organo. Il tessuto viene poi inviato in laboratorio per l’analisi citologica e istologica. La procedura viene eseguita con l’assistenza del cito-patologo che esamina, in tempo reale, la consistenza del prelievo: se il materiale prelevato al primo passaggio non viene considerato adeguato è necessario effettuare, durante la stessa seduta, un secondo prelievo.

Biopsia transrettale della prostata

La biopsia transrettale consiste nel prelievo di 8 o più frammenti di tessuto prostatico, che vengono poi analizzati in laboratorio con un esame istologico in modo da escludere o confermare la presenza di alterazioni. L’esame prevede generalmente che il paziente sia sdraiato su un fianco con le ginocchia raccolte verso il petto, e viene portato a termine mediante l’utilizzo di una sonda ecografica adeguatamente lubrificata con gel, sulla quale viene fissato un supporto per l’introduzione dell’ago. Dopo aver eseguito l’anestesia locale, che può provocare una sensazione di bruciore della durata di pochi secondi, si procede all’esecuzione dei prelievi. L’esame istologico viene eseguito presso il servizio di Anatomia Patologica del Policlinico e il suo esito è consegnato al momento del ritiro del referto.

Calorimetria indiretta

La calorimetria indiretta è un esame non invasivo che consente di misurare, attraverso l’utilizzo di un apposito strumento, il dispendio energetico basale di un individuo. Il BBE (dall’inglese “Basal Energy Expenditure, ossia il dispendio energetico a riposo) indica il quantitativo di calorie necessarie allo svolgimento delle funzioni vitali dell’organismo.  Il test viene effettuato in condizioni ambientali controllate (temperatura, luminosità e rumorosità), con paziente disteso su di un lettino con testiera inclinata di 30 gradi. La procedura è semplice, assolutamente indolore e ben tollerata. Il paziente è invitato a sdraiarsi su un lettino per tutta la durata dell’esame (che richiede in media tra i 30 e i 40 minuti): sul suo viso viene collocato un casco di plexiglas trasparente, dotato di un’apertura per permettere un continuo ricambio di ossigeno e collegato ad una pompa che convoglia l’aria espirata fino allo strumento deputato all’analisi. Solitamente anche i soggetti claustrofobici riescono a portare a termine il test senza particolari difficoltà grazie alle dimensioni e alla trasparenza del casco.

Campo Visivo

L’esame del campo visivo consente di rappresentare graficamente la porzione di spazio che l’occhio è in grado di vedere mentre lo sguardo è concentrato su un punto fisso. Viene eseguito in ambiente buio e la durata dell’esame varia da trenta a quarantacinque minuti in funzione del programma scelto per gli approfondimenti diagnostici. Dopo aver bendato un occhio, l’ortottista chiede al paziente di concentrarsi sulla sorgente luminosa che si trova al centro di una cupola, tenendo nel frattempo in mano un pulsante. Nel corso del test, alcune luci si accendono a intermittenza in varie zone della cupola: ogni qual volta il paziente vede una di queste luci deve spingere il pulsante. È importante che, nel corso di tutta la durata del test, lo sguardo rimanga concentrato sulla stessa sorgente luminosa e non si perda a cercare le luci intermittenti nella cupola. Una volta terminato, l’esame viene ripetuto per l’occhio precedentemente bendato.

Capillaroscopia

Si tratta di un esame non invasivo che permette di osservare la circolazione del sangue nei capillari. La procedura è molto semplice e breve (in tutto la capillaroscopia dura una decina di minuti). Le dita del paziente, adeguatamente cosparse di olio di cedro per migliorare la visibilità, vengono attentamente osservate al microscopio, in particolare la zona della cute che circonda le unghie. In quest’area, infatti, i capillari sono più evidenti e quindi meglio analizzabili.

Cateterismo cardiaco

Questo esame invasivo prevede l’inserimento di un catetere all’interno dei vasi e delle cavità del cuore, in modo da studiare le funzionalità cardiovascolari e individuare eventuali anomali. Tale catetere può essere inserito nella vena o nell’arteria femorale o, ancora, in altri vasi sanguigni collocati nel gomito, nel collo o nell’ascella. Una volta dentro, il catetere viene guidato delicatamente fino alle varie cavità del cuore, dove per prima cosa si procede con la misurazione della pressione e con alcuni prelievi di sangue. In un secondo momento, poi, attraverso lo stesso catetere viene iniettato un liquido visibile ai raggi X per studiare la funzionalità di ciascuna cavità cardiaca. Al termine dell’esame il catetere può essere ritirato e il foro di ingresso viene medicato. L’intera procedura avviene in anestesia locale.

Cisto uretrografia minzionale

La Cisto Uretrografia Minzionale è un’indagine radiologica che permette di studiare l’apparato urinario e che si basa sul riempimento della vescica con un mezzo di contrasto. Per prima cosa il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina (a pancia in su). Attraverso l’uretra viene inserito un catetere, un sottile tubicino sterile che ha il compito di introdurre il mezzo di contrasto all’interno della vescica. A riempimento completato il radiologo provvede ad eseguire radiografie in diverse posizioni (nello studio dell’incontinenza urinaria femminile anche in posizione eretta). Infine, l’esame viene completato con la rimozione del catetere e lo studio della fase minzionale. L’esame non prevede il ricorso all’anestesia e non è doloroso (anche se il posizionamento del catetere può risultare lievemente fastidioso). Per i bambini particolarmente sensibili e non collaboranti, tuttavia, possono essere applicate delle apposite attrezzature di immobilizzazione, in modo da permettere lo svolgimento della cisto uretrografia in assoluta sicurezza.

Cistografia

La cistografia è un’indagine radiologica che consente di studiare le condizioni e la funzionalità della vescica e dell’uretra (il canale deputato all’espulsione dell’urina). L’esame prevede l’utilizzo di un mezzo di contrasto organo-iodato, che viene rilasciato all’interno dell’apparato urinario per mezzo di un catetere inserito attraverso l’uretra. Una volta completata questa operazione vengono eseguite alcune radiografie in diverse posizioni. A seconda dell’indicazione clinica, la cistografia può essere completata con lo studio della fase minzionale dopo la rimozione del catetere. Al termine dell’indagine viene eseguito un ultimo radiogramma per documentare lo svuotamento della vescica.

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